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“Cene e iniziative di partito, mi auguro che il governo abbia richiamato il prefetto Bruno”

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Viterbo - Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Civita Castellana - Il prefetto Giovanni Bruno con Matteo Salvini

Civita Castellana – Il prefetto Giovanni Bruno con Matteo Salvini

Il prefetto Giovanni Bruno festeggia la vittoria di Giovanni Arena

Il prefetto Giovanni Bruno festeggia la vittoria di Giovanni Arena

Viterbo – Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno a iniziative di partito, la vicenda finisce alla Camera.

Il deputato Riccardo Magi (+Europa) ha presentato un’interrogazione parlamentare a risposta immediata nella quale riferisce, come emerge dalla trascrizione dell’intervento, che “il prefetto di Viterbo partecipa con costanza a iniziative di partito della Lega”.

Nell’interrogazione, indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Salvini, Magi ricorda che “al prefetto, organo periferico (e non politico) del ministero dell’interno, nel nostro ordinamento è attribuita la responsabilità generale della sicurezza pubblica nella provincia di riferimento, oltre che rilevanti funzioni di garanzia di regolare svolgimento delle consultazioni elettorali”.

Il deputato di +Europa dice: “Come documentato anche fotograficamente da numerosi articoli del giornale locale Tusciaweb, ripresi da Repubblica e Il Fatto Quotidiano, il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno partecipa con costanza a iniziative di partito”. Nell’elencarle Magi sottolinea che “il 4 ottobre 2018 il prefetto compare all’inaugurazione della sede della Lega a Tarquinia, in cui Giulivi viene nominato referente locale. Solo pochi giorni prima nello stesso comune, caduta anticipatamente la giunta, Bruno aveva dovuto scegliere un commissario a cui affidare la guida dell’ente fino alle elezioni”. E ancora: “Il primo maggio 2019 – prosegue Magi – il prefetto compare alla sinistra del ministro interrogato (Matteo Salvini, ndr) nelle foto del pranzo elettorale tenutosi a Civita Castellana, comune in cui domenica prossima si terrà il ballottaggio”.

Poi: “Il 16 maggio 2019 – continua Magi – il prefetto partecipa alla cena elettorale della Lega con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. A quanto si apprende da Tusciaweb in tale occasione, così come nella festa per il decennale della Lega a Tarquinia, il prefetto intima ai giornalisti di non fare foto. Solo dieci giorni dopo si sarebbero svolte le elezioni amministrative in 26 comuni della Tuscia. Oltre a Civita Castellana, si andrà al ballottaggio a Tarquinia, in cui è candidato per il centrodestra il già citato Alessandro Giulivi”.

Magi, infine, chiede al ministro dell’Interno Salvini “se e quali iniziative intenda adottare al fine di assicurare che le funzioni attribuite al prefetto di Viterbo vengano svolte in modo imparziale, a garanzia della regolarità dei procedimenti democratici, dei diritti e delle libertà costituzionali (a partire da quella di stampa) dei cittadini italiani tutti”.



All’interrogazione risponde il sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani (Lega) che tanto per iniziare prende le distanze. “Fa notare, nello specifico – si legge nella trascrizione dell’intervento di Candiani -, come il prefetto di Viterbo non sia stato nominato da questo governo e, in generale, come i soggetti incaricati del ruolo di prefetto presentino i requisiti di imparzialità richiesti da tale delicata carica. A tale proposito ricorda che in passato prefetti, tra i quali a titolo di esempio il prefetto Morcone, si sono presentati come candidati alle elezioni ritornando successivamente nel loro precedente incarico senza che ciò abbia in alcun modo pregiudicato il corretto svolgimento delle loro funzioni”.

Arriva poi la risposta del sottosegretario Candiani sulla vicenda che si basa sulle giustificazioni del rappresentante del governo nel territorio: “Il prefetto ha riferito, in merito all’episodio del 24 giugno 2018, che si trovava a cena in un ristorante del centro di Viterbo, in forma privata, con la famiglia e alcuni amici, e non ha potuto esimersi dal congratularsi con il neoeletto sindaco della città capoluogo Giovanni Arena”.

Sulla partecipazione del prefetto Bruno a iniziative di partito, il sottosegretario Candiani riporta le sue giustificazioni creative: “Il prefetto ha precisato che si trattava di incontri che hanno costituito l’occasione per rappresentare a figure istituzionali il quadro delle problematiche e delle criticità di ordine socio-economico del territorio viterbese. Infatti gli incontri, sia con il ministro dell’Interno Salvini che con gli altri ministri che hanno visitato la provincia, vanno considerati come impegni a carattere istituzionale e legati alla veste del prefetto quale rappresentante del governo nella provincia. Per quanto concerne, poi, la presenza a Tarquinia il 4 ottobre 2018 il prefetto ha specificato che in quell’occasione ha preso parte, in forma esclusivamente privata, a una cena in cui si festeggiava il compleanno di uno dei commensali. Quanto poi alla nomina del commissario prefettizio e del sub commissario del comune di Tarquinia, sciolto anticipatamente per dimissioni del sindaco, si rappresenta che l’individuazione degli stessi è avvenuta secondo la prassi, al fine di ricercare professionalità idonee e avulse dal contesto ambientale, nell’intento di garantire la terzietà e la neutralità necessaria per la gestione delle complesse problematiche che affliggono il territorio di quel comune”.

Infine il sottosegretario Candiani spiega: “Il rappresentante del governo ha ribadito che il suo modus operandi è stato sempre improntato al ruolo istituzionale proprio della figura del prefetto, vicino alle problematiche degli enti territoriali, ai bisogni della collettività e di tutte quelle aggregazioni che rappresentano sul territorio interessi diffusi, a prescindere dal colore politico delle amministrazioni. Più in generale posso assicurare che l’amministrazione dell’Interno, e in particolare i prefetti in sede, sono chiamati a esercitare le proprie funzioni con imparzialità, lealtà ed equidistanza rispetto alle dinamiche politiche contingenti. La terzietà dell’istituto prefettizio è un patrimonio comune che nessuna parte politica, e tanto meno questo governo, ha interesse a compromettere in quanto strettamente connessa al ruolo di garanzia esercitato nell’ambito dei diritti di cittadinanza e della funzione di raccordo tra il centro e le autonomie locali”.

Nella replica il deputato di +Europa, Magi, “si dichiara – è scritto nella trascrizione dell’intervento – insoddisfatto della risposta fornita e stigmatizza, in quanto del tutto inopportuna, la condotta del prefetto di Viterbo. Sottolinea inoltre come nella risposta si faccia riferimento soltanto ad alcuni degli episodi citati nell’interrogazione e osserva che, qualora l’intento del prefetto sia stato quello di acquisire informazioni utili all’esercizio delle proprie funzioni, sarebbe stato opportuno fare ricorso a canali più consoni dal punto di vista istituzionale. Si augura pertanto che il governo, al di là della risposta formale, abbia provveduto a richiamare l’attenzione del prefetto di Viterbo sulla necessità di evitare i comportamenti riferiti, di cui ribadisce l’inopportunità”.

Magi nel pubblicare il video dell’interrogazione sulla sua pagina Facebook ha commentato: “Il prefetto Bruno sembra essere tutt’altro che imparziale dato che nel marzo 2018, subito dopo le elezioni politiche, viene immortalato a cena con Matteo Salvini, non ancora ministro. Questa sarà solo la prima di altre sei iniziative elettorali che lo hanno visto al fianco della Lega. Addirittura lo scorso 4 ottobre 2018 è comparso all’inaugurazione della sede della Lega a Tarquinia, lì dove, solo pochi giorni prima, aveva dovuto scegliere un commissario al quale affidare la giunta comunale fino alle nuove elezioni. Un condotta che troviamo francamente sconveniente, nonostante le giustificazioni di rito del sottosegretario leghista Candiani che tenta goffamente di derubricare a iniziative ‘private’ del prefetto le sue partecipazioni ad appuntamenti di partito. Questa condotta è più di una sbavatura istituzionale. Speriamo che il governo, al di là delle insufficienti risposte, abbia dato al prefetto indicazioni affinché non si ripetano occasioni di questo tipo”.


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