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La battaglia di Ferento

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Viterbo – Cento figuranti, dieci legioni e duemila spettatori in due giorni. E’ la battaglia di Ferento, quella che si è combattuta nel fine settimana in un campo di lato al teatro romano a nord di Viterbo. 

Protagonista Archeotuscia di Luciano Proietti, il presidente, e Simonetta Pacini, anch’essa dell’associazione, che l’ha pensata e organizzata. Entrambi fanno parte di un gruppo di volenterosi che da anni tiene aperto e pulito uno dei siti archeologici più importanti del Lazio.

Lì dentro c’è pure una colonia felina, curata sempre da Proietti, Pacini e gli altri volontari di Archeotuscia.


Viterbo - La battaglia di Ferento

Viterbo – La battaglia di Ferento


“Due giorni – ha detto Luciano Proietti – che hanno permesso a tutti, e a tanti turisti, di conoscere Ferento. E assieme al teatro e alle terme, anche la vita quotidiana al tempo di Giulio Cesare”.

Sì, perché l’anno è il 44 a.C., Idi di Marzo. Quando una ventina di senatori decisero, con loro anche Bruto, il figlio adottivo di Cesare, e Cassio, di ammazzare il conquistatore della Gallia in senato che, all’epoca, si trovava a largo Argentina, di fronte al teatro. E non al Foro, come lo si vede adesso.


Viterbo - Luciano Proietti

Viterbo – Luciano Proietti


“Un fine settimana – commenta Proietti – durante il quale abbiamo rievocato anche una battaglia tra certi e romani e altre scene con episodi che hanno caratterizzato il mondo classico dell’antica Roma”.

Al teatro romano le battaglie dei gladiatori e il discorso di Catone. Quando chiese di radere al suolo Cartagine. Accadrà, ma lui non lo vedrà. “Carthago delenda est”. Cartagine è stata distrutta. Il luogo dove sorgeva venne arato e sopra, i romani, ci sparsero il sale. Attorno, accampamenti e mercati.


Viterbo - Simonetta Pacini

Viterbo – Simonetta Pacini


In alcuni casi, romani e barbari in campo, le botte se le sono date davvero, con tanto di feriti. “Se’ stato tu?”, ha detto infatti uno dei celti rialzandosi in piedi dopo che un colpo di gladio ben assestato l’aveva lasciato a terra per qualche minuto. “Te l’ho data ‘na crocca, eh!”. Ha ribadito poi il romano al momento del saluto finale tra i due schieramenti che poco prima s’erano scontrati a viso aperto.


Viterbo - La battaglia di Ferento

Viterbo – La battaglia di Ferento


“Una iniziativa – ha raccontato Pacini – nata tre anni fa, questa è infatti la terza edizione, quando nel 2017 vennero a trovarmi degli amici che mi fecero capire l’importanza di queste manifestazioni e l’opportunità di farle a Ferento. Per valorizzare il sito. Un lavoro durissimo, un lavoro di squadra. E la voglia di continuare”.

Bravissimi i figuranti. Molti venivano direttamente da Roma. E l’accento che si sentiva di certo non guastava. I celti venivano invece dal nord Italia. Come tradizione vuole. 


Viterbo - La battaglia di Ferento

Viterbo – La battaglia di Ferento


Ferento viene citata per la prima volta nel 123 a.C., nel “Liber coloniarum”, in un passo dei “Gromatici veteres”. La città raggiunse il massimo splendore in età imperiale, con la costruzione di importanti edifici pubblici. Tra questi il teatro, il foro e le terme che, nel corso degli anni, l’università degli studi della Tuscia ha portato man mano alla luce. Grazie soprattutto al lavoro al lavoro del gruppo di scavo dell’archeologa Elisabetta De Minicis.


Viterbo - La battaglia di Ferento

Viterbo – La battaglia di Ferento


Tra gli abitanti di Ferento, ci sono stati anche Salvio Otone, imperatore di Roma per pochi mesi nel 69 d.C., e Flavia Domitilla Maggiore moglie dell’imperatore Vespasiano, genitori gli imperatori Tito e Domiziano.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: La battaglia di Ferento – Video: Celti contro romani


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