Gallese – Riceviamo e pubblichiamo – Sabato, primo giugno, una bellissima manifestazione ha, è proprio il caso di dire, “illuminato”, una splendida notte di fine primavera a Gallese.
La comunità parrocchiale e la Confraternita di San Famiano, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, hanno aderito all’iniziativa “La notte dei santuari” proposta dalla Conferenza episcopale italiana attraverso il collegamento nazionale dei santuari e l’ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport.
Protagonista della serata il Santuario di San Famiano, chiesa romanica del 13esimo secolo che conserva le spoglie incorrotte del protettore della città di Gallese e meta, da sempre, di pellegrinaggio non solo dei devoti locali ma anche di molti fedeli di zone lontane.
Luogo, anch’esso, come ci ha ricordato papa Francesco, “segno peculiare della fede semplice e umile dei credenti, che trovano in questi luoghi sacri la dimensione basilare della loro esistenza credente. Qui sperimentano in modo profondo la vicinanza di Dio, la tenerezza della Vergine Maria e la compagnia dei Santi: un’esperienza di vera spiritualità”.
“Questi luoghi – continua ancora il Santo Padre, nella lettera “Sanctuarium in Ecclesia” – nonostante la crisi di fede che investe il mondo contemporaneo, vengono ancora percepiti come spazi sacri verso cui andare pellegrini per trovare un momento di sosta, di silenzio e di contemplazione nella vita spesso frenetica dei nostri giorni”.
E di un vero e proprio pellegrinaggio si è trattato, guidato dalla “la luce” della verità del messaggio evangelico che si accende e chiede di essere seguita per vivere nella grazia di Cristo e, come indicava il “titolo” della manifestazione “per vedere l’invisibile”.
Così dal “fuoco” acceso e benedetto all’inizio del rito, hanno presa vita il cero, le torce e le “fiaccole a terra” che hanno illuminato il Pellegrinaggio, guidato dalla Confraternita di San Famiano, lungo “la via del Pellegrino”, il suggestivo percorso che collega il centro storico di Gallese al Santuario, seguendo un’antica via lungo la rupe tufacea.
Ancora “la luce” presente nel rito dell’apertura della porta del Santuario, con l’accensione di una lampada rimasta poi accesa tutta la notte all’ingresso della chiesa.
La cerimonia è poi continuata con una lettura di alcuni brani scelti, dal Nuovo e Vecchio Testamento, dalla lettera Pastorale 2019 del vescovo di Civita Castellana, monsignor Romano Rossi, e dal libro “La lunga solitudine” di Doroty Day, tutti sul tema della “chiamata” e del significato di “essere cristiani oggi”.
Ai commenti del parroco di Gallese, don Remo Giardini, hanno fatto segui canti della Corale polifonica “Teofilo Gargari” mentre da uno schermo, sistemato per l’occasione nel Santuario, era possibile vedere una serie di immagini di San Famiano, rintracciabili a Gallese e in Spagna.
I fedeli, ripetiamo, veramente particolarmente numerosi, provenienti dalle Parrocchie Santa Maria Assunta e San Sebastiano, guidati dai rispettivi Parroci, hanno seguito sempre con particolare attenzione e devozione e, dopo il Rinnovo delle promesse battesimali e l’Adorazione eucaristica, hanno potuto visitare la Tomba del Santo per la prima volta usufruendo di un’audio-guida che descriveva il luogo.
Al temine, come previsto, è stata consegnata ai presenti una “luce”, un piccolo porta-lumino in vetro e con quello, acceso alla lampada posta all’ingresso del Santuario, sono tutti tornati alle loro case.
Un evento veramente importante e sentito che ha dato occasione di vivere la visita al Santuario di San Famiano con animo ed occhi diversi, pronti e capaci di “vedere l’invisibile” e a compiere, ancora una volta, l’invito che il vecchio pellegrino morente fece ai Gallesini di quasi nove secoli fa : “conservate il mio corpo e vedrete le meraviglie di Dio”, uno sguardo nuovo sulla realtà, quello dei figli che riconoscono il compiersi del Regno di Dio in mezzo a ciò che non lo é.
Venerabile confraternita di San Famiano
