Tarquinia – “Abbiamo vissuto 6 mesi di campagna elettorale intensa, fino alla liberazione della città nella notte di domenica”. Prima conferenza stampa da sindaco di Tarquinia per Alessandro Giulivi (Lega).
Un incontro con i giornalisti, quello del 12 giugno, voluto per fare il punto della situazione. Tocca temi politici e punti programmatici. Critica Gianni Moscherini. Non si sbilancia sui nomi della giunta.
“Tarquinia torna a vivere e a essere una città tranquilla – afferma Giulivi -. Mi auguro che questo sia l’inizio di una nuova era politica. Non ci sarà spazio per inciuci di nessun genere. Questo percorso inizia e finisce con la squadra che ci ha messo la faccia. Come si dice sempre sarò il sindaco di tutti. Non è vero. Sarò il sindaco dei cittadini di Tarquinia, quelli che hanno dato stima e fiducia al nostro gruppo.
Non si può essere il sindaco di tutti. Si è sindaci di Tarquinia e di chi le vuole bene. Molte persone non lo hanno fatto, portando avanti una campagna elettorale denigratoria. Non posso essere sindaco di persone che non vogliono bene alla città.
Che poi sono rimasti in pochi. Non trovo più una persona che ha votato Moscherini. Ma voglio ribadire che sarò il sindaco di questa città e amministrerò con il dovere e l’orgoglio di una persona che gli vuole bene”.
Gli viene chiesto se abbia ricevuto i complimenti di Moscherini. “Non mi ha chiamato – dichiara il sindaco -. Se anche arrivassero non sarebbero accettati, così come non accetto quelli del sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, che ha fatto campagna elettorale per Moscherini. Un sindaco dovrebbe essere apartitico. Poi ognuno prende la propria posizione e si assume le sue responsabilità”.
Una domanda anche su quale atteggiamento avrà con l’opposizione nel nuovo consiglio comunale. “Le persone che amano Tarquinia sono Sandro Celli, Enrico Leoni e Andrea Andreani, solo per fare nomi e cognomi – sottolinea Giulivi –. Con il resto, che fa inciuci con personaggi scomodi e ingombranti, io non farò nessun tipo di accordo.
Con Celli e Leoni ci divide il credo politico ma non per questo non siamo amici e non abbiamo collaborato. Andreani è una brava persona e lo avrei votato se non fossi stato candidato sindaco”.
Sui nomi che andranno a comporre la giunta Giulivi non si sbottona. “Luigi Serafini sarà vicesindaco e avrà, tra le deleghe, quelle dei lavori pubblici e dei rapporti con l’Unione europea”.
Al tema degli assessori lega quello del riordino della macchina comunale, con una riduzione dei settori. “Gli accorpamenti avverranno mano a mano che i dirigenti andranno in pensione – spiega -. Sono molti quelli che lo faranno entro la fine dell’anno. Punto ad avere 7 o 8 settori al massimo.
Sulle figure degli assessori vediamo se nel tessuto cittadino ci sono professionisti tra cui trovarli. Non voglio il professore che viene da fuori e che ci mette tre anni per capire la città. Cerchiamo a Tarquinia figure valide, anche tra i consiglieri, e lasceremo a esterni settori come ecologia, ambiente. Probabilmente già domani (oggi) sceglieremo gli assessori e comunicheremo le deleghe. Molte le terrò io. Tra queste almeno per ora urbanistica e ambiente”.
Viene sollecitato anche su parcheggi, turismo e commercio. “Il discorso dei parcheggi va integrato con quello del centro storico – evidenzia il sindaco -. Se non li creiamo non potremmo mai arrivare alla chiusura del centro storico. Intanto facciamo tornare i negozi creando le condizioni. Per esempio affronteremo il discorso della rottamazione delle cartelle comunali.
Occorrerà inoltre creare una collaborazione con i futuri commercianti. Bisogna cambiare marcia noi e tutte le persone che vogliono investire. Tarquinia poi è particolare. Quando qualcuno litiga crea un’associazione. Il comune non può parlare con 30 interlocutori. Il sindaco è uno solo. San Martino è un esempio positivo ed è un’associazione che funziona”.
Stoccata alla Stas (Società tarquiniense arte e storia). “Secondo me va rifondata – dice Giulivi -. Va cambiato il presidente perché non può fare politica e rappresentare un’associazione. Il prossimo passo che mi aspetto sono le sue dimissioni. Altrimenti il comune sarà molto lontano”.
Poi i giornalisti chiedono a Giulivi cosa pensa di fare per Enel, Talete, autostrada e trasversale: “Muoveremo i primi passi con Enel, autostrade e Tatele. Tarquinia non è più terra di conquista. Con Enel sarà una battaglia dura. Oggi sono più preparato rispetto a quindici anni fa.
Su Talete, farò il decreto ingiuntivo per il recupero delle somme che ci deve dare e scriverò al Governo per l’abolizione della legge Galli. La gestione delle acque deve ritornare ai comuni. Sull’autostrada va tolto il pedaggio. Non abbiamo le strade a supporto e il ponte sul Mignone è ancora come lo vedete. La trasversale deve seguire il percorso viola. Il migliore. La valle del Mignone non si tocca”.
Per San Giorgio “Visto che sono 50 o 60 anni che prosegue questa incompiuta, ho già parlato con i presidenti delle lottizzazioni che nei prossimi giorni faranno una riunione – chiarisce il sindaco -. Sono stato invitato e mi presenteranno i progetti di urbanizzazione di quelle aeree che sono libere. Il comune sarà ben lieto di portare in approvazione in consiglio i progetti delle brave persone che da anni aspettano di avere una casa”.
La questione dell’Università Agraria. “La mia squadra presenterà a settembre la proposta di un referendum consultivo popolare per la chiusura – risponde Giulivi -. Secondo me, l’ente deve essere accorpato al comune il prima possibile.
Così come è non ha senso di esistere. La situazione è catastrofica e il presidente la sta amministrando nel migliore modo possibile, ma senza risorse. Se questa consultazione andrà bene chiederemo una legge per l’accorpamento”.
Su Tarquinia lido: “Il discorso della non balneabilità delle acque è un dispettuccio non bello nei confronti di chi viene al mare e non è colpa nostra. Il fiume Marta è una discarica a cielo aperto. Nei prossimi giorni farò una lettera ai comuni, alla provincia e alla Talete per sapere quale misure adotteranno, prima che inizi a chiedere i danni”.
I rapporti con il Demanio: “Ho avuto un incontro in Regione per avere subito 200mila euro per le Saline a difesa delle due chiuse. Poi ci sono altri 2milioni e 200mila euro di fondi europei per il ripascimento. Per il borgo della riserva l’obiettivo è quello di farlo tornare al comune, riprendendo il progetto Life e realizzando una sede universitaria”.
Altro punto affrontato quello dell’ospedale. “Chiederò un incontro urgente con il direttore dell’Asl – rivela il sindaco -. Mi devono dire cosa vogliono fare. Se pensano di chiuderlo giorno dopo giorno hanno sbagliato strada. Voglio esattamente un programma concreto sui progetti per il presidio. Non è l’ospedale di Tarquinia ma di un intero comprensorio”.
Daniele Aiello Belardinelli

