Viterbo – Uno zaino con l’essenziale per la sopravvivenza e una croce di 40 chili sulle spalle.
Il lungo viaggio di Gennaro Speria è quasi al termine e prima di raggiungere Roma fa tappa nella Tuscia. Impossibile per i viterbesi non avvistarlo, durante il passaggio nella città dei Papi arrivato attorno all’ora di pranzo.
Partito da Milano a fine aprile, “Genny” intende raggiungere la Capitale per essere ricevuto dal Papa e portare un messaggio di speranza ai giovani.
Dopo una vita non proprio regolare e un po’ di carcere, il 47enne di origini campane ha deciso di cambiare rotta e ha fondato l’officina ‘Area 51’, che è diventata anche un centro di accoglienza per ex detenuti ma costretta a chiudere per mancanza di fondi.
Da qui l’idea di partire, per cercare un aiuto concreto per la riapertura dell’associazione e parlare il più possibile ai ragazzi, coi quali si è intrattenuto anche durante l’attraversamento di Viterbo. Lasciata la città, il cammino è proseguito verso Vetralla.
“Non so nemmeno con quale forza riesco ad andare avanti – racconta Speria – ma ci siamo quasi e non mollo. Lo faccio per l’Area 51 ma anche per i giovani: ci sto male quando vedo che per loro non c’è futuro”.
Samuele Sansonetti

