Viterbo – Nega tutto il presunto pedofilo seriale: “Non so chi siano le bambine, io stavo andando dal tabaccaio”. Si è difeso così il 29enne inchiodato dalle telecamere.
E’ durato circa tre quarti d’ora l’interrogatorio di garanzia in carcere dell’operaio agricolo 29enne d’origine pakistana (in Italia dal 2014), arrestato sabato primo giugno dalla polizia (in esecuzione di un’ordinanza del gip Francesco Rigato su richiesta della pm Chiara Capezzuto) con l’accusa di violenza sessuale aggravata per avere molestato due bambine di 11 e 13 anni, nel centro storico di Viterbo, a tre ore di distanza l’una dall’altra, lo scorso 3 maggio.
Il giovane è regolare in Italia, dove si trova grazie allo status di protezione internazionale in quanto perseguitato nel suo paese perché omosessuale. Ieri mattina è stato sentito nel carcere di Mammagialla dove, difeso d’ufficio dall’avvocato Marina Bernini, ha risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari.
“Il mio assistito ha negato qualsiasi addebito, al gip ha spiegato di non sapere chi siano le minori, di non conoscerle e di non averle seguite. Lui stava andando in tabaccheria”, ha detto la legale dopo l’interrogatorio. Per ora l’avvocato Bernini non ha presentato istanze di revoca o alleggerimento della misura di cautelare in carcere emessa dal tribunale, che ha condotto il 29enne a Mammagialla: “Aspettiamo di avere tutte le carte per studiare a fondo l’ordinanza e capire quali siano le motivazioni per cui il gip ha accolto la richiesta della procura”.
A suo carico i filmati della videosorveglianza e il riconoscimento da parte di entrambe le presunte vittime, che lo avrebbero indicato senza esitazioni come il loro aguzzino nelle foto mostrate loro durante l’audizione protetta dagli investigatori. A sporgere denuncia sono stati i genitori delle bambine e gli inquirenti, dato il modus operandi, non escludono che possa trattarsi di un molestatore seriale.
Il 29enne, giunto come richiedente asilo, ha vinto nel 2017 il ricorso per restare in Italia, ottenendo dal tribunale di Firenze il permesso di soggiorno in quanto, nel suo paese d’origine, sarebbe stata a rischio la sua stessa incolumità perché omosessuale. Il permesso è in scadenza il prossimo 24 luglio.
L’arrestato, secondo l’accusa, avrebbe avvicinato le bambine di 11 e 13 anni – una italiana e una straniera – negli androni delle rispettive abitazioni. La prima aggressione sarebbe avvenuta mentre la piccola stava tornando a casa da scuola. La seconda, poche ore dopo, mentre l’altra bimba attendeva la madre davanti al portone. Con la scusa di chiedere loro se ci fossero appartamenti da affittare nel palazzo, l’uomo si sarebbe avvicinato ed avrebbe cominciato a toccarle e palpeggiarle nelle parti intime.
Silvana Cortignani
Video: La polizia: “Bambine avvicinate e palpeggiate”


