Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta si deve registrare la morte di un lavoratore edile, mentre stava compiendo le sue attività lavorative.
Non è pensabile che un lavoratore si alzi la mattina per andare a lavorare per sostenere l’economia familiare e non fare più ritorno a casa.
Lavorare per vivere e non lavorare per morire.
E’ accaduto ieri lungo i lavori sull’autostrada A1, nei pressi di Baschi in provincia di Terni, al lavoratore Sandro Bacci di 57 anni residente a Orte in provincia di Viterbo.
Non possiamo più tollerare simili accaduti.
Lasciamo alla magistratura accertare le cause e le responsabilità, ma gli Istituti preposti alla vigilanza e il controllo, devono aumentare le loro ispezioni, in tutti i cantieri, poiché le dinamiche sono tante, dalla sovrapposizioni della manodopera ai ritmi di lavoro elevati dovuti alla consegna del cantiere ultimato.
Alla famiglia va il nostro cordoglio e sollecitiamo tutti lavoratori ed imprese a vigilare maggiormente ed aumentare il controllo sulla sicurezza, sia nei luoghi di lavoro che per i lavoratori stessi.
I segretari provinciali
F. Palese (Fenealuil)
F. Agostini (Filca Cisl)
C. Proietti (Fillea Cgil)
