Viterbo – (sil.co.) – Omicidio Fedeli, al via le operazioni peritali della scientifica di Roma sui reperti acquisiti durante il sopralluogo di nove ore dello scorso 21 maggio nel negozio di via San Luca.
Sono iniziati martedì presso i laboratori della polizia scientifica, in via Tuscolana, gli esami dei reperti acquisiti lo scorso 21 maggio durante il secondo accesso nel negozio di via San Luca, dove il commerciante 74enne Norveo Fedeli è stato brutalmente assassinato il 3 maggio dal 22enne americano d’origine coreana Michael Pang, catturato il giorno successivo a Capodimonte e detenuto a Mammagialla con l’accusa di omicidio volontario e rapina. Al vaglio degli investigatori anche i reperti acquisiti nell’immediatezza del delitto.
La pm Eliana Dolce, che coordina le indagini della polizia, ha disposto rilievi, campionamenti e anche un’analisi trigonometrica del luogo del delitto. Con un macchinario collegato a un computer, gli investigatori hanno effettuato una serie di misurazioni all’interno della boutique per poi ricostruirla graficamente.
Dieci le zone di interesse rilevate, la maggior parte contenenti tracce ematiche. Nella jeanseria del quartiere San Faustino, nel cuore del centro storico di Viterbo, il sangue sarebbe stato ovunque: ai piedi del bancone e lungo tutto il pavimento del negozio. Pang, omicida reo confesso, avrebbe trascinato il corpo di Fedeli dalla cassa, dove lo ha colpito alla testa con un piccolo sgabello bianco di ferro, a un appendiabiti mobile dietro al quale lo ha nascosto.
Con il luminol la scientifica ha cristallizzato la scena del crimine. Dall’esterno erano ben visibili due impronte di scarpa. Quelle che il 22enne ha lasciato sull’uscio della boutique dopo essersi sporcato di sangue la sneaker sinistra che indossava durante il delitto. Per evitare di lasciare ulteriori tracce sulla strada per il bus che lo ha riportato a casa, il giovane l’ha avvolta in una busta.
Il 21 maggio, gli investigatori hanno invece portato via dalla jeanseria diversi oggetti. La maggior parte sono tamponi, soprattutto di sostanze ematiche. Ma analizzeranno anche le tracce di sangue trovate su una maglietta grigia indossata da un manichino e quelle rinvenute su uno sgabello d’arredamento di legno. Che non è quello ritenuto l’arma del delitto, già sequestrato durante il sopralluogo effettuato subito dopo l’omicidio. I risultati dei rilievi della scientifica verranno poi incrociati con gli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo di Fedeli dal medico legale Maria Rosaria Aromatario il 4 maggio, ma la relazione non verrà depositata prima di luglio.




