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“Per la morte di mio figlio rinviate a giudizio due società e il presidente del cda del campeggio”

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Giuseppe Centamore

Giuseppe Centamore

Il palazzo di giustizia di Nimes (Francia)

Il palazzo di giustizia di Nimes (Francia)

Il padre di Giuseppe Centamore, Salvatore

Il padre di Giuseppe Centamore, Salvatore

Nimes (Francia) – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 30 giugno alle 18,30, nella basilica della madonna della Quercia, sarà celebrata la messa di suffragio in occasione del quarto anno dalla more di mio figlio Giuseppe Centamore.

Con provvedimento della corte di appello di Nimes (Francia), depositato il 24 giugno 2019, è stato disposto il rinvio a giudizio, per omicidio colposo in danno di Giuseppe Centamore, delle persone giuridiche, società La Petite Camargue (proprietaria del residence dove è avvenuto l’incidente mortale) e società Diffazur (costruttrice della piscina all’interno del residence), nonché della persona fisica, Sauvaire Bernard, presidente del consiglio di amministrazione de La Petite Camargue. Il processo dovrebbe iniziare tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020.

L’iter travagliato della procedura (4 anni dal tragico evento) deve ricondursi sia al continuo cambio dei giudici istruttori (ben tre) che alle indagini suppletive richieste dalle difese che, in ogni caso, alla fine, hanno portato la corte di appello di Nimes a ritenere gravi e univoci gli elementi indiziari per sottoporre a processo i richiamati soggetti.

Da evidenziare comunque che, in prima istanza, il giudice istruttore aveva rinviato a giudizio le due sole società – persone giuridiche e nessuna persona fisica per l’asserita non chiara identificazione di responsabili persone fisiche.

A tale aberrante dispositivo la tenacia del proprio difensore in Francia, avvocato Jean Pierre Cabanes, cui va tutta la nostra gratitudine per la vicinanza e per la dedizione al caso, nonché della procura generale di Nimes che, proponendo appello alla discutibile sentenza del giudice istruttore, hanno perorato la causa in corte di appello.

Da evidenziarsi tutta l’amarezza per la condotta dei soggetti implicati poiché, fermo restando che nessuno, e si ribadisce nessuno, ha mai inteso porgere un minimo di scuse alla mia famiglia, tutti si sono dichiarati innocenti e non responsabili, tranne che la società Diffazur che, in sede di istruttoria, ha ammesso, limitatamente alla propria persona giuridica, le responsabilità già comunque a essa imputate dall’accusa.

Si evidenzia, in ogni caso, il pietoso scarica barile tra le due società, nonché dei relativi difensori, ad accusarsi reciprocamente delle responsabilità: è stato uno spettacolo veramente pietoso.

Inoltre abbiamo assistito anche ad accuse di condizionamento. Attendiamo fiduciosi adesso la sentenza.

Salvatore Centamore


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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