Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’assessore al Patrimonio ci informa a mezzo stampa della volontà da parte di privati investitori di rilevare la gestione del cinema teatro Genio, il che di suo sarebbe davvero un’ottima notizia: è sempre meglio venire a sapere che un luogo di cultura riapre i battenti invece di scoprire, come nel nostro paese succede troppo spesso, che verrà trasformato in supermercato o raso al suolo per costruire unità abitative.
Il condizionale è però d’obbligo quando nel ricevere questa notizia ci si ricorda del super-emendamento proposto dalla maggioranza in fase di approvazione di bilancio.
In questo emendamento si proponeva la messa in vendita di buona parte del patrimonio immobiliare comunale, e i più attenti ricorderanno che venne ritirato a causa di un “errore tecnico”: era stata messa in vendita anche la chiesa della Pace, storicamente legata ai facchini di Santa Rosa.
Ebbene, tra i beni proposti per la vendita figurava anche il Cinema Teatro Genio.
A questo punto credo sia lecito domandarsi se l’amministrazione non soffra di una sindrome bipolare quando mette allegramente in vendita uno stabile dichiarando così una chiara volontà politica, ma solo due mesi dopo e altrettanto allegramente ne annuncia la possibile valorizzazione.
Non solo, ma in fase di bilancio fu votato, approvato a maggioranza e iscritto a bilancio un emendamento presentato da Giacomo Barelli (il nostro voto fu contrario) che prevedeva appunto la vendita del Cinema Teatro Genio, dunque non ci sono dubbi su quello che solo due mesi fa era il punto di vista della maggioranza sul futuro dello stabile.
Delle due l’una: o all’interno della maggioranza non c’è alcuna intesa di vedute su come gestire il patrimonio immobiliare oppure si naviga a vista.
Quale che sia la risposta tra le due, non disegna certamente uno scenario confortante per Il futuro della nostra città.
Gruppo Consiliare Movimento Civico Viterbo 2020
