|
|
Viterbo – “Risposte chiare ed esaustive per rinnovo del contratto, piano assunzionale di tutto il personale per il prossimo triennio, attenzione puntuale per il personale Ata e garanzie per la scuola”. Per Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale della Uil Scuola Lazio, non c’è da perdersi in chiacchiere. Serve chiarezza e serve subito.
La Uil scuola di Viterbo sabato era in piazza del Popolo a Roma alla manifestazione ‘Il Futuro è servizio pubblico’ per chiedere il rinnovo del contratto e un piano straordinario di assunzioni. Un’azione che si concretizza con battaglie quotidiane a tutela degli iscritti e dei loro diritti.
“In questa fase interlocutoria – afferma Somigli – invitiamo il governo a dare tutte quelle risposte che ci aspettiamo.
Abbiamo dato vita a un’intesa tra governo e sindacati, nella quale abbiamo sottoscritto un accordo chiaro tra le parti sulle questioni che attanagliano il comparto della scuola.
Ci aspettiamo risposte chiare ed esaustive per rinnovo del contratto, piano assunzionale di tutto il personale per il prossimo triennio, attenzione puntuale per il personale Ata e garanzie per la scuola, in termini di unità e unitarietà”.
Somigli è ferma nel dire “no alla regionalizzazione, come processo divisivo e discriminatorio nei confronti di una scuola che deve garantire, all’interno di un pluralismo culturale, pari opportunità per tutti. Regionalizzare il sistema di istruzione, significherebbe diversificare l’offerta formativa in termini di edilizia scolastica delle scuole, tempo pieno soprattutto nelle scuole del Sud, insegnamento di cittadinanza e costituzione.
L’Italia è fatta di realtà tra loro molto differenti, sono diversità che rendono il nostro paese speciale e pieno di risorse. Per valorizzare queste caratteristiche la scuola della nostra costituzione è ‘autonoma’.
Abbiamo chiesto ai Comuni di sostenere la nostra raccolta firme contro ogni ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione che deve rimanere nazionale”.
Infine, spiega: “La nostra scuola è al quarto posto nella fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il dato, diffuso da Demos, mostra quanto sia alta la considerazione che gli italiani ripongono nel nostro sistema scolastico. Il punto è che ogni governo vuole una scuola che somigli alla politica e ai suoi interessi che non coincidono, al momento, al bene comune e rappresentano solo interessi di parte.
La scuola italiana – conclude Somigli -, quella di tutti, funziona grazie all’impegno di chi ci lavora e alle caratteristiche che ha saputo mantenere: rigore, qualità, inclusività, accoglienza, libertà, democrazia, libertà. E gli italiani si fidano”.
Paola Pierdomenico


