Cura di Vetralla – Rissa fuori un bar, in due a processo. Uno assolto e l’altro condannato. Dopo ben dieci anni.
Era il 19 luglio 2009 quando la titolare di un bar di Cura di Vetralla chiedeva l’intervento dei carabinieri per mettere fine a una rissa scoppiata all’esterno del locale. A processo sono finiti due romeni e in tribunale il giudice Elisabetta Massini ha deciso per la condanna di uno dei due imputati e per l’assoluzione dell’altro. Entrambi sono stati difesi dall’avvocatessa Silvia Tafani.
In aula è stato ascoltato anche il carabiniere che tra i primi intervenne sul logo del fatto. Il teste ha ricordato i fatti di quella sera.
“Ero di servizio quando intorno all’1,30 di notte – ha raccontato – siamo stati chiamati dalla centrale per la richiesta di un nostro intervento nella piazza di Cura di Vetralla. Una volta arrivati, io e un mio collega abbiamo trovato già una pattuglia di San Martino che stava accertando i fatti. Molte delle persone coinvolte nella rissa si erano già allontanate. Sul posto però ci venivano indicate le generalità di tre individui, come partecipanti alla rissa, e abbiamo accertato che erano già conosciuti dai nostri uffici. Con i colleghi siamo andati a casa dei sospettati, ma non c’era nessuno nelle abitazioni”.
Di lì la decisione di effettuare un controllo nella zona. “Così – ha aggiunto il carabiniere – la nostra pattuglia, quella di San Martino e la radiomobile hanno effettuato un giro di controllo e abbiamo individuato alcune persone che si nascondevano tra gli alberi. Siamo riusciti a fermare solo uno di loro che era a terra e presentava un’ecchimosi allo zigomo”.
Come testimone è stata anche ascoltata la titolare del bar fuori il quale è avvenuta la rissa. La donna la sera del 19 luglio 2009 aveva richiesto l’intervento dei carabinieri e sempre lei aveva identificato tre persone come partecipanti alla rissa di cui una imputata nel processo dell’altro giorno. La testimone ha confermato in aula le generalità dei tre individuati già identificati nel 2009.
“Confermo che erano loro perché erano persone fastidiose, che già avevano dato problemi – ha affermato -. Avevano già preso parte ad altre risse e per questo avevo già fatto un esposto in caserma”.
In aula è stato mostrato anche un fascicolo fotografico che all’epoca dei fatti fu già sottoposto alla titolare del bar. La donna in aula l’altro giorno ha riconosciuto gli stessi tre individui a distanza di dieci anni.
Dopo tanto tempo però non è riuscita a ricordare con precisione la dinamica dei fatti, ma ha solo confermato le precedenti dichiarazioni in base alle quali la rissa sarebbe avvenuta nel gazebo all’esterno del bar e i partecipanti sarebbero stati dieci in tutto.
Il pm ha chiesto l’assoluzione per il giovane fermato la sera della rissa e con l’ecchimosi sullo zigomo in quanto le sue generalità non corrispondono a nessuno dei tre identificati dalla titolare del bar. L’accusa ha poi chiesto la condanna a 150 euro di multa per il secondo imputato perché le sue generalità sono le stesse di uno degli individuati sul fascicolo fotografico.
La difesa ha chiesto l’assoluzione con formula piena per l’imputato con l’ecchimosi sullo zigomo e anche l’assoluzione per il secondo imputato per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove (art. 530, secondo comma).
Il giudice Elisabetta Massini ha assolto l’uomo con l’ecchimosi sul viso e ha invece condannato l’altro imputato a una multa di 150 euro e al pagamento delle spese processuali.
Maurizia Marcoaldi
