Viterbo – “I commissari straordinari di Mercatone business hanno rassegnato le dimissioni. Un ‘atto dovuto’, così lo hanno definito”. La notizia la danno Cgil, Cisl e Uil, ossia le categorie Filcams, Fisascat e UilTucs impegnate in questi mesi, assieme all’Ugl, a difendere i posti di lavoro al Mercatone Uno, catena italiana di ipermercati per la grande distribuzione non alimentare, che qualche tempo fa ha comunicato ai dipendenti, tramite Facebook e WhatsApp, la chiusura dei punti vendita. Cinquantacinque in tutta Italia. Tre sono nel Lazio, uno a Viterbo. Oltre mille e ottocento lavoratori per strada, di cui una quarantina a Viterbo, che si vanno a sommare alle decine e decine di licenziamenti subiti dalla Tuscia nel corso degli ultimissimi anni. Con aziende, che fino a poco tempo fa erano il fiore all’occhiello dell’imprenditoria viterbese, fallite o sul punto d’esserlo.
“Abbiamo appreso nei giorni scorsi che i commissari straordinari di Mercatone business hanno rassegnato le dimissioni – dicono Cgil, Cisl e Uil -. Gli stessi commissari scrivono che questo è ‘un atto dovuto’. Filcams, Fisascat e UilTucs avevano già indicato la necessità di affrontare la complicata fase che si è aperta dopo il fallimento di Shernon mediante un confronto costante e continuo con ‘impegno, trasparenza e un forte segno di discontinuità rispetto al passato’. Questo però non può e non deve causare ritardi. Il ministero per lo sviluppo economico ha aperto la procedura per la selezione dei nuovi commissari attraverso un invito alla presentazione delle candidature con scadenza 14 giugno. A questa data saranno trascorsi 20 giorni dalla dichiarazione di fallimento di Shernon holding. I lavoratori attendono certezze a partire dalla continuità del loro reddito. E’ perciò necessario che la commissione nominata dal ministro svolga con carattere di urgenza la procedura per arrivare a nominare i nuovi commissari”.
Nel frattempo anche il sito internet di Mercatone Uno è offline.
“Servono urgentemente gli ammortizzatori sociali – hanno già detto Donatella Ayala ed Elvira Fatiganti, rispettivamente Cgil e Uil, durante la mobilitazione dei lavoratori del Mercatone Uno di Monterosi – perché i lavoratori sono senza reddito. Pertanto si chiede al tribunale di Bologna che decida velocemente di consegnare l’azienda all’amministrazione straordinaria. Ci auspichiamo che per il futuro l’azienda venga acquistata da una società solida economicamente. È fondamentale aprire velocemente i punti vendita ora chiusi per non perdere importanti fette di mercato”.
“La condizione di 1860 lavoratrici e lavoratori dell’indotto – sottolineano poi i sindacati nazionali di Cgil, Cisl e Uil – insieme alla situazione dei clienti e dei fornitori di Shernon holding ha carattere prioritario per rispondere all’emergenza che aumenta ogni giorno e che non può più aspettare. Cassa integrazione subito e alle stesse condizioni contrattuali individuali precedenti per le lavoratrici e i lavoratori. Il ministro di Maio apra subito il confronto sul futuro di Mercatone perché le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di prospettive certe”.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: La manifestazione davanti al Mercatone Uno – Video: I lavoratori davanti al Mercatone Uno
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