Arlena di Castro – (sil.co.) – Spacca un bastone sulla testa del fratello, tragedia sfiorata nella campagne di Arlena di Castro, in località Banditaccia dove l’11 maggio 2015 i vecchi dissapori tra due congiunti sono sfociati in una corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Montefiascone e in un processo per lesioni aggravate a carico dell’aggressore.
Per la vittima è finita con una prognosi complessiva di 110 giorni, messa però in dubbio dalla difesa.
Ieri entrambi i fratelli erano in aula, davanti al giudice Giacomo Autizi. L’imputato difeso dall’avvocato Corrado Cocchi. Parte civile con l’avvocato Luca Paoletti, la vittima. E’ stato lui il primo a raccontare la sua versione dei fatti.
“Quel terreno appartiene a tutti e due. Io ero andato a governare i cinque cavalli che stavano lì al pascolo. Ma li ho trovati chiusi, che non mangiavano, Allora sono andato per aprire il cancello, quando mio fratello mi ha dato una bastonata, anzi due. La prima sul braccio, che avevo alzato per scansare il colpo. La seconda in testa, quando il bastone si è rotto e io sono stramazzato per terra”, ha raccontato la vittima.
All’aggressione avrebbero assistito la moglie e un forestale che si trovava sul posto. Ciononostante la difesa ha messo in dubbio la ricostruzione dei fatti, mostrando tredici fotografie. Alcune scattate sui luoghi, altre durante un incontro conviviale al quale la vittima e la moglie avrebbero preso parte il primo giugno 2015. “Nonostante una prognosi complessiva, documentata dai certificati del medico condotto, di ben 110 giorni a causa delle continue vertigine e emicranie”, ha fatto notare al giudice l’avvocato Cocchi.
Più volte, inoltre, l’avvocato Cocchi ha insistito sulla presenza, nei pressi del recinto dei cavalli, di un gregge di pecore al pascolo, sottolineando come l’imputato, su quel terreno in comproprietà col fratello, gestisca un allevamento di ovini.
Il processo riprenderà il 9 gennaio 2020.
