Viterbo – Meno uno al D-day della Viterbese.
Quella di domani sarà una giornata campale per il club di via della Palazzina: il lunedì di fuoco decreterà la permanenza o meno in una serie C che in caso di decadenza verrà persa fuori dal campo di gioco. E con la coccarda della coppa Italia appena conquistata tristemente scucita dal petto.
Al netto di clamorosi colpi di scena le proposte dei possibili compratori sembrano tutte finite in archivio. E vista l’imminente scadenza per la consegna della domanda d’iscrizione gli scenari possibili rimangono tre: Viterbese non iscritta, Viterbese sempre in vendita ma iscritta per mantenere la categoria e Viterbese iscritta senza il cambio di proprietà.
Il futuro gialloblù è nelle mani di Piero Camilli, dunque. Finora il presidente è rimasto fermo sulla posizione di non iscrivere il club ma la domenica potrebbe servire alle ultime riflessioni del caso, prima di decidere in maniera definitiva sul destino di quello che per sei stagioni è stato il suo chiodo fisso calcistico. Una possibilità auspicata anche dall’ex sindaco Giulio Marini, da sempre legato ai colori gialloblù e tra i politici sempre presenti agli incontri pubblici richiesti dai tifosi.
“Di natura sono ottimista – spiega il consigliere comunale – e voglio sperare che Piero Camilli trovi gli stimoli e l’entusiasmo per continuare. Oltre alla stanchezza, tra le motivazioni del possibile addio ci sono anche la carenza di pubblico e quella relativa alle strutture. In quest’ultimo caso la nostra amministrazione e quella passata si sono adoperate: i lavori al Pilastro sono partiti così come quelli al Rocchi per la sostituzione dei seggiolini, e a breve inizieranno anche quelli all’impianto di irrigazione. Al di là di tutto è indubbio che l’azienda Viterbese ha costi alti e ricavi bassi e qualunque sia la decisione finale vada rispettata”.
Il discorso di Giulio Marini si allarga poi allo sport di Viterbo in generale.
“Quello di Camilli è un grido di dolore di tutte le società viterbesi – continua l’ex sindaco –. E’ uno sfogo legittimo che come istituzione dobbiamo spegnere con la volontà di migliorare il sistema sportivo della città. La Viterbese, che è uno dei tasselli più importanti, è la punta di un iceberg che dobbiamo far crescere in positivo“.
Tornando al club di via della Palazzina, la chiusura del consigliere comunale è più da tifoso che da politico.
“Sono positivo ma anche realista – conclude Marini -. Le potenzialità di Camilli sono ampissime e molto al di sopra della serie C. Lo sport deve essere come l cultura: chi ci investe è un mecenate e deve avere un aiuto, non rimetterci l’osso del collo. Spero che Camilli rimanga e che la Viterbese possa continuare a migliorarsi stagione dopo stagione”.
Samuele Sansonetti

