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“Sei un aborto mancato” alla figlia del compagno, donna alla sbarra per stalking

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co.) – “Sei un aborto mancato” alla figlia del compagno, donna alla sbarra per stalking.

Imputata davanti al giudice Giacomo Autizi una viterbese che tra ottobre e novembre del 2013 ha inviato tre messaggi privati tramite Facebook alla figlia allora minorenne del compagno e altri a persone vicine alla ragazza.

La vittima, nel frattempo diventata maggiorenne, si è costituita parte civile al processo contro la “matrigna” con l’avvocato Laura Delle Noci.

In seguito ai tre messaggi su Facebook, che hanno lasciato il segno, la donna è stata denunciata alla polizia ed è finita sotto processo con la pesante accusa di atti persecutori ai danni di una minore.

Ieri la viterbese, sentita a suo tempo in questura, ha avuto l’opportunità di fornire la sua versione in tribunale, scoppiando a piangere in aula, mentre rivolgeva alla presunta vittima mille scuse. 

“Il mio compagno voleva che lei cambiasse parere su suo padre. E ho sbagliato. Chiedo scusa, ho agito spinta dall’istinto, scrivendo cose che non penso. Mi fa male. Sono dispiaciuta. Non ho giustificazioni”, ha esordito.

“Erano periodi difficile – ha proseguito la donna – il padre si sentiva messo da parte. Per la prima volta in via mia ho interferito in una vicenda che non mi apparteneva. Ma suo padre voleva per lei un futuro da principessa, da regina. La vedeva già all’università, lei invece voleva lasciare la scuola.”

“All’epoca si confidava con me, avevamo un buon rapporto. Qui in tribunale ha detto di avermi vista una o due volte al massimo. Ha rinnegato tutto. Sono sei mesi che non parla con il padre, dall’ultima udienza del processo”, ha detto tutto d’un fiato l’imputata, difesa dall’avvocato Massimo Boni.

Sei un aborto mancato”, avrebbe scritto tra le altre cose la donna, come hanno fatto notare il pubblico ministero e la parte civile, leggendo stralci di messaggi in aula. “Lo ha detto a una minorenne”, ha sottolineato l’avvocato della vittima.

Al termine, il processo è stato rinviato al 26 settembre per la sentenza. 

 


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