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“Abrogata la quota fissa del ticket per le visite specialistiche in ambulatorio”

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Viterbo - Ospedale Belcolle

Viterbo – Ospedale Belcolle

Alessio D'Amato

Alessio D’Amato

Viterbo – “Abrogata la quota fissa del ticket per le visite specialistiche in ambulatorio per le fasce sociali più deboli”. L’accordo è stato raggiunto questa mattina in regione tra l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e i segretari del Lazio di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Michele Azzolla, Enrico Coppotelli e Alberto Civica. A dare la notizia è invece il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti.

“Prosegue l’azione di abbassare la spesa sanitaria ai cittadini – dice Turchetti – l’accordo sull’abrogazione della quota fissa sulla ricetta per prestazioni di specialistica ambulatoriale è un risultato importante per tutti. Frutto di un percorso che va avanti da tempo”.

Prima dell’accordo firmato questa mattina in Regione a Roma, per le prestazioni di specialistica ambulatoriale il ticket si componeva di una quota pari alla tariffa della prestazione e di una quota fissa sulla ricetta.

“L’accordo – prosegue Turchetti – abroga il ticket di 15 euro sulla diagnostica, di 5 euro sulla fisioterapia e di 4 euro per le visite specialistiche e gli accorpamenti di prestazioni ambulatoriali e fa seguito all’accordo del 2016 che cancellava il ticket regionale”.

Le persone che non pagheranno più la quota fissa sono, come riporta l’accordo stesso, “i soggetti di età maggiore o uguale a 60 anni con un reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro, i minori ospitati in strutture residenziali o socio assistenziali, le donne vittime di violenza e i figli minori a carico, accolti in strutture residenziali, i minori in affidamento familiare e i cittadini europei non iscritti”.

L’accordo tra Regione Lazio e sindacati prevede poi la costituzione di un tavolo di monitoraggio per la verifica dell’andamento del provvedimento adottato questa mattina. 

“Ridurre le tasse ai cittadini e le spese sanitarie – conclude Turchetti -. Questa è la strada da seguire. Il prossimo passo speriamo siano la riduzione dell’aliquota Irpef e l’addizionale regionale”.

Daniele Camilli


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