Roma – Carabiniere ucciso a coltellate, trovata l’arma del delitto.
Proseguono le indagini sulla morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso venerdì notte a Roma.
Nella stanza dell’albergo, dove sono stati rintracciati i due ragazzi che potrebbero essere gli autori dell’omicidio, sono stati ritrovati un coltello di notevoli dimensioni, sporco di sangue, nascosto dietro a un pannello del soffitto, e alcuni vestiti sporchi di sangue.
Uno dei due americani avrebbe anche ammesso le proprie responsabilità, affermando di essere lui l’autore materiale del delitto.
Secondo una prima ricostruzione, i due giovani avrebbero acquistato della cocaina da uno spacciatore per poi accorgersi di essere stati truffati e di aver acquistato in realtà dell’aspirina tritata. I due avrebbero così deciso di vendicarsi, contattando nuovamente lo spacciatore e rubandogli la borsa. All’interno della borsa anche il cellulare dello spacciatore.
A questo punto il pusher avrebbe chiamato il suo cellulare e avrebbe dato un appuntamento ai ragazzi per un ulteriore scambio: la borsa in cambio della droga. Lo spacciatore però a quel punto avrebbe contattato i carabinieri dicendo che alcune persone gli avevano rubato il borsello con i suoi effetti personali e omettendo lo scambio della cocaina.
All’appuntamento sarebbero così andati due militari in borghese. I carabinieri si sarebbero qualificati subito e avrebbero chiesto i documenti ai ragazzi. I due giovani avrebbero perso la testa e così la tragedia. Mario Cerciello Rega è stato colpito con otto coltellate.
