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“Ci hanno trasferito all’improvviso e mandato a vivere in un posto squallido…”

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Viterbo – Trasferiti in poco più di 24 ore da un centro di accoglienza all’altro. Da un giorno all’altro. Dal giorno alla notte. E’ successo a più di venti ragazzi stranieri di un centro di accoglienza con sede a Bomarzo e Graffignano. Per ordine della prefettura di Viterbo. Pare inoltre che la situazione riguardi altri centri di accoglienza della Tuscia. Secondo alcune fonti della Croce rossa italiana, che si è occupata del trasporto da un centro all’altro, pare che gli stranieri spostati da una parte all’altra siano in tutto 120.


Viterbo - I ragazzi trasferiti da Bomarzo-Graffignano a Proceno

Viterbo – I ragazzi trasferiti da Bomarzo-Graffignano a Proceno


Venerdì scorso, 28 giugno, la lettera della prefettura spedita via mail ai centri di accoglienza interessati che dovrebbero essere in tutto cinque. “Il trasferimento – sta scritto nel documento firmato dal vice prefetto Salvatore Grillo – dovrà avvenire previe intese fra i responsabili delle strutture e la C.R.I. (Croce rossa italiana, ndr) incaricata delle attività di trasferimento dei migranti entro 24 ore dalla ricezione della presente disposizione. Le SS.LL. vorranno comunicare a vista l’avvenuto trasferimento nonché i nominativi dei migranti trasferiti”. Senza aggiungere altro.


Viterbo - La lettera di protesta rivolta alla prefettura

Viterbo - La lettera di protesta rivolta alla prefettura

Viterbo – La lettera di protesta rivolta alla prefettura


“Siamo stati trasferiti all’improvviso – raccontano alcuni ragazzi stranieri che stavano a Bomarzo e Graffignano -. Ci hanno chiamato e detto che il giorno dopo saremmo stati spostati in un altro centro. Da Bomarzo e Graffignano ci hanno spedito a Proceno”. Con conseguenze drammatiche. “Molti di noi – proseguono i ragazzi che ieri mattina si sono dati appuntamento sotto il palazzo del governo in piazza del plebiscito a Viterbo per protestare contro la decisione presa – Molti di noi si erano pienamente e perfettamente integrati nel tessuto sociale. Ci sono persone che stavano nel centro di Bomarzo e Graffignano da due anni, giocavano con la squadra di calcio del posto. Ma soprattutto lavoravano e in questo modo avevano la possibilità di vivere degnamente”.

Infatti, l’improvviso trasferimento ha avuto come conseguenza l’immediata perdita del lavoro. Con tanto di lettere di licenziamento, perché molti lavoravano all’interno delle stesse strutture di accoglienza. C’era chi faceva il cuoco, chi il mediatore culturale e chi si alzava all’alba per andare a lavorare a Roma come barista. “Anche in questo caso – continuano a raccontare i ragazzi – non è più possibile. Perché dove siamo stati trasferiti ci vogliono almeno 40 minuti a piedi per arrivare alla fermata Cotral”.


Viterbo - Una delle lettere di licenziamento

Viterbo – Una delle lettere di licenziamento


Il trasferimento da una struttura all’altra pare sia dovuto all’entrata in vigore della nuova gara del servizio di accoglienza di cittadini stranieri, prevista proprio per il primo luglio dopo una proroga della precedente di sei mesi, da gennaio alla fine di giugno di quest’anno. Nuova gara, nuovi centri, nuova graduatoria. Ciononostante per gli stranieri coinvolti il trasferimento è stato talmente rapido e inaspettato da aver stravolto le loro vite.

“Siamo stati trasferiti in un centro – spiegano i ragazzi – dove non c’è niente ed è completamente isolato, interrompendo la continuità del nostro percorso di integrazione. Dove stiamo adesso non c’è niente. Per andare a prendere l’autobus dobbiamo camminare 40 minuti a piedi, abbiamo un frigorifero per più di venti persone, i materassi fanno schifo, in giro abbiamo trovato calcinacci e sporcizia. Non ci vogliamo stare, vogliamo tornare dove eravamo prima. Le stanze dove dormiamo non sono stanze, ci hanno mandato a vivere in posto squallido, in una stalla. E abbiamo perso tutto, anche il nostro lavoro. Una persona non può vivere qui, perché questo non è un posto per le persone che vivono”.


Il centro di Proceno dove sono stati accolti

Il centro di Proceno dove sono stati accolti


Ieri mattina il gruppo di ragazzi stranieri è andato in prefettura per protestare sia per il trasferimento sia per le condizioni trovate. In prefettura gli hanno detto di mettere tutto nero su bianco e di protocollare la lettera con documentazione a seguito, vale a dire le foto scattate all’interno del centro che attualmente li ospita. I ragazzi si sono immediatamente riuniti, hanno scritto la lettera, allegato la documentazione e sono tornati nuovamente in piazza plebiscito per consegnare il tutto. Ma erano già passate le 13 e gli uffici a quel punto erano chiusi. Torneranno questa mattina. Per ufficializzare la protesta.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: Il centro di Proceno dove sono stati accolti – Video: La protesta dei ragazzi stranieri trasferiti


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