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“Prima del bando, i tecnici della Audiotime facevano già le prove”

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L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci

Tribunale - Marco Trulli e Irene Temperini

Tribunale – Marco Trulli e Irene Temperini

Tribunale - Filippo Rossi con l'avvocato Giacomo Barelli

Tribunale – Filippo Rossi con l’avvocato Giacomo Barelli

Viterbo – Festival delle luci, sotto i riflettori i primi testimoni del processo per le luminarie di Natale 2013 che hanno gettato ombre sul Comune di Viterbo ai tempi dell’era Michelini.

“Prima del bando, i tecnici della Audiotime facevano già le prove”. E’ toccato al presidente dell’Arci Marco Trulli e alla presidente della pro loco Irene Temperini introdurre le accuse che hanno condotto sul banco degli imputati per abuso d’ufficio in concorso il dirigente comunale Stefano Menghini e la capufficio Maria Paola Pugliesi (difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Cercola e Fabrizio Ballarini).

Parte civile la società Gruppo Carramusa srl (assistita dall’avvocato Giuseppina Paolocci). Gli avvisi di fine indagine, nel maggio 2017, furono recapitati a tutti e tre i componenti della commissione tecnica, tra i quali una caposervizio nel frattempo deceduta.

Al centro della vicenda l’affidamento del servizio e la selezione della ditta che vinse il bando della discordia, ovvero la Audiotime. L’opposizione presentò un esposto: l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini, in conferenza stampa, gridò al “conflitto di interessi” e alla “lobby Caffeina”, puntando il dito contro il presidente del consiglio comunale e della Fondazione Caffeina, Filippo Rossi e contro l’avvocato tuttofare di Caffeina e assessore alla cultura Giacomo Barelli.

Nel corso dell’udienza, la prima istruttoria del processo, si è parlato di tutto, tranne che degli imputati. 


Le associazioni e il confronto-scontro con Giacomo Barelli

Il malumore delle associazioni divenne palpabile nel corso di due riunioni convocate dall’allora sindaco Leonardo Michelini cui presero parte, nell’autunno di sei anni fa, i rappresentanti Arci, pro loco, Quartieri dell’Arte, Tetraedo e altri. In una occasione si arrivò a una sorta di “rompete le righe” dopo un’accesa discussione sulle luminarie delle feste proprio con Barelli. 


“Ho visto coi miei occhi fare le prove delle luci prima del bando”

“Prima ancora della pubblicazione del bando, avevo visto con i miei occhi due tecnici della Audiotime che effettuavano un sopralluogo e facevano delle prove coi riflettori. Cosa che dissi, chiedendo spiegazioni, a una riunione con parte della giunta e diverse associazioni dal sindaco Leonardo Michelini. La risposta di Barelli fu che prima di fare uno spettacolo si fanno le prove”, ha spiegato Trulli. 

Il presidente dell’Arci ha poi sottolineato al pm Michele Adragna e alla presidente del collegio, giudice Silvia Mattei, come la riunione avesse la finalità di un confronto con le varie realtà associative sulle politiche culturali a Viterbo, ma anche sull’opportunità politica della delega a Barelli, chiaramente legato a Caffeina.

“Dissi delle prove e dissi che avevo saputo anche di riunioni con alcune associazioni dirette da Filippo Rossi sul Festival delle luci. Mi fu risposto che i due tecnici esperti di proiezioni erano stati ingaggiati per capire cosa serviva dal punto di vista logistico ed economico”, ha detto il teste. 


“L’assessore replicò che prima di uno spettacolo si fanno le prove”

Anche Irene Temperini ha ribadito il concetto della “inopportunità politica”, secondo le associazioni, della nomina di Barelli ad assessore. “Lui era parte di Caffeina, Barelli e Rossi stavano sempre insieme”, ha spiegato. 

“Il sindaco ci convocò e con entusiasmo ingenuo ci disse del bando per il Festival delle luci, al che Trulli gli rispose che non aveva senso, avendo già visto le prove dei riflettori. Fece il nome della Audiotime. Barelli replicò che ‘alla vigilia di uno spettacolo, si fanno le prove’. Allora intervenne Gianmaria Ciervo, direttore artistico di Quartieri dell’arte, dicendo a sua volta ‘si fanno le prove quando si sa che spettacolo si mette in scena’”, ha proseguito la presidente della pro loco.

“L’assessore Antonio Delli Iaconi rimase sorpreso. Ci fu sconcerto. Michelini non disse nulla. Barelli si pose invece con un tono verbalmente molto acceso, ci alzammo e ce ne andammo alterati”, ha concluso.


Alla finanza il file audio di una riunione di Rossi a Caffeina sul Festival delle luci

“C’è un file audio dell’incontro, che ci fu consegnato da uno dei due tecnici che avevano effettuato i sopralluoghi. E’ stata la prima anomalia, perché l’incontro non era stato in Comune. Erano presenti la Audiotime e altre ditte”, ha rivelato un maresciallo della guardia di finanza, elencando le anomalie secondo lui emerse durante l’inchiesta mirata a verificare la correttezza dell’iter procedurale del bando. 

“Poi ci sono i sopralluoghi effettuati dalla Audiotime prima del bando del 26 novembre 2013 e quanto emerso dalle carte acquisite in Comune, relative all’apertura delle buste con le offerte del 9 dicembre 2013, con l’esclusione di Carramusa perché nel suo preventivo da 45mila euro non aveva messo a spese sue gli allacci elettrici che comunque non erano richiesti, mentre furono considerati a favore della Audiotime i servizi in più non richiesti, come la guardiania, da cui un preventivo di 70mila euro, meno conveniente rispetto all’altro, anche tolti i 15mila euro delle spese aggiuntive”, ha spiegato il militare. 


“Nessun contatto diretto tra gli imputati e la ditta vincitrice”

Dirimente per la difesa l’intervento dell’avvocato Fabrizio Ballarini. “Avete tenuto conto nel calcolo finale che la commissione aveva escluso da entrambe le offerte le voci aggiuntive, come guardiania, vigilanza privata, quadri elettrici, paragonando i prezzi?”, ha sottolineato il legale.

“Gli imputati non hanno mai avuto contatti diretti con la Audiotime. Dall’assegnazione alla Audiotime e dai conteggi, abbiamo desunto che abbiano avuto la volontà di favorire l’Audiotime”, ha concluso il finanziere, rispondendo alla giudice Mattei che cercava di capire il ruolo avuto nella vicenda degli imputati. 

Si torna in aula il 7 gennaio 2020, quando saranno sentiti il responsabile della Audiotime Stefano Fringuelli e anche gli imputati.

Silvana Cortignani


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