Montefiascone – Un mese di vino in tutta la Tuscia. Oltre 150 appuntamenti e 8 borghi medievali coinvolti. Dal 26 luglio al 25 agosto. Sono le feste della Tuscia dedicate a Bacco. Nel 2019. Un cartellone tra folclore, degustazioni guidate e stand per conoscere l’enogastronomia di qualità del territorio. Promozione, qualità e valorizzazione le parole d’ordine.
Questa mattina la conferenza stampa di presentazione all’enoteca provinciale della Rocca dei papi a Montefiascone. Sullo sfondo, il lago di Bolsena. Al tavolo Domenico Merlani, presidente camera di commercio di Viterbo, il segretario della camera di commercio Francesco Monzillo, i sindaci di Montefiascone e di Castiglione in Teverina, rispettivamente Massimo Paolini e Leonardo Zannini, il vice sindaco di Vignanello Sabrina Sciarrini, l’assessora alla cultura di Tarquinia Martina Tosoni, e infine le pro loco di Civitella d’Agliano, Luca Gigliotti, e Gradoli, Paola Ciuchini. In sala anche Leonardo Belcapo presidente dell’enoteca provinciale della Tuscia.
“E’ una ricorrenza storica – ha detto Merlani – e per la prima volta presentiamo le feste fuori dall’ente camerale viterbese. Eventi che formano un vero e proprio puzzle che si incastra in modo meraviglioso. Otto comuni che comprendono un’area vasta. Un’occasione importante per far sì che questi comuni possano mettersi in vetrina. Un modo per rafforzare l’identità territoriale”.
In un anno, nella Tuscia, la superficie coltivata a uva è passata da 2400 a 2100. Si è tuttavia registrato un incremento del 30% della produzione. Sul territorio provinciale ci sono poi 70 cantine, 7 vini doc e 3 igt. “Una ricchezza – ha proseguito Merlani – che dobbiamo tutelare. Adesso c’è la tendenza a spostarsi verso altre produzioni”, come ad esempio la coltivazione delle nocciole. “Le istituzioni – ha sottolineato il presidente della camera di commercio – hanno però il dovere particolare di tutelare le altre colture perché certe scelte economiche non possono durare”.
Otto i comuni coinvolti. Civitella d’Agliano, Lubriano, Gradoli, Montefiscone, Castiglione in Teverina, Acquapendente, Vignanello e Tarquinia. Appuntamenti che, in alcuni casi, hanno accompagnato gli ultimi 50 anni Di storia della Tuscia. Come a Montefiascone, giunta alla 61esima edizione, oppure Castiglione arrivata alla 36esima.
“La nostra fiera del vino – ha commentato Paolini – inizia negli anni 50. Un evento decisivo nella vita del paese, per ragioni sociali e di sviluppo. Anche se quest’anno diversi finanziamenti sono venuti meno, daremo lo stesso il massimo di quello che possiamo”.
“Dobbiamo guardare avanti – ha poi aggiunto Belcapo – e capire la strada da percorrere. Le feste del vino devono essere questo. Attrazione turistica ed economica”.
Daniele Camilli



