Viterbo – “Dopo 35 anni smetto, non porterò più la Macchina”. Quello di Paolo Moneti è un addio al Trasporto della macchina di santa Rosa dal sapore un po’ amaro, ma “senza rancori”.
Lo scorso 26 gennaio si era candidato alla presidenza sfidando l’attuale Massimo Mecarini. “Le elezioni – dice Moneti – sono sovrane, hanno vinto i miei ex amici fraterni e sono loro che devono andare avanti. Per quanto mi riguarda, sono ormai 35 anni che sto sotto la macchina quindi la ritengo un’esperienza chiusa. Punto.
In realtà – spiega -, ho preso un anno sabbatico solo perché l’avevo promesso ad alcuni amici e che ti permette di sospendere la carriera con la conservazione del posto se dovessi rifare la prova. Ne dubito, lascio infatti definitivamente con l’unico neo che mi dispiace perché è accaduto così e non nel senso che dovevo diventare presidente ma perché volevo lasciare un bel ricordo. Il punto è che non c’è più l’armonia che c’è stata fino a qualche anno fa”.
E’ lunga la lista dei traguardi: “Ho compiuto 55 anni e ho fatto 36 i Trasporti con sette macchine diverse così come diversi sono state le persone che l’hanno guidata. Già da un paio di anni però, come trasporti e non come età, ero il più anziano sotto la macchina e quindi ho deciso di dire basta”.
Tra i ricordi impressi nella mente: “quando, insieme a Nello Celestini, sono andato a caricare i mobili che sono nella sede del Sodalizio con un camion frigirifero che avevo a Città di Castello. Poi mi sono occupato delle transenne quando il Comune era in difficoltà, ho migliaia di nottate sotto la macchina e avarò conosciuto circa 600 facchini con cui ho ancora un rapporto bellissimo. Sono stato per venti anni nel consiglio direttivo e per 25 ho fatto il ciuffo seguendo tutta la carriera a partire dalle corde. Mi sono davvero divertito e mi ritengo soddisfatto”.
Moneti, dunque, non ha fatto le prove di portata di giugno e non si presenterà nemmeno a quella di recupero prevista a luglio. “Non è quella a mettermi pensiero, però sono concise una serie di cose che hanno fatto maturare questa decisione. Lascio ma senza rancore”.
Moneti ammette però che avrebbe “voluto fare una bella festa, ma non è stato possibile per diversi motivi, soprattutto perché non ci sono più i rapporti di prima con l’attuale dirigenza”.
