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Folle fuga da Viterbo a Terni, il trentenne è sano di mente

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Viterbo - Polizia - Rocambolesco inseguimento sulla E45

Viterbo – Polizia – Rocambolesco inseguimento sulla E45

Viterbo - Polizia - Rocambolesco inseguimento sulla E45

Viterbo – Polizia – Rocambolesco inseguimento sulla E45

Viterbo - Polizia - Rocambolesco inseguimento sulla E45 - La Golf fermata

Viterbo – Polizia – Rocambolesco inseguimento sulla E45 – La Golf fermata

Terni – È capace di intendere e di volere F.F., il pregiudicato viterbese di 30 anni che il 6 giugno di due anni fa si è reso protagonista di un rocambolesco inseguimento iniziato alnel centro di Viterbo e finito a Terni.

Pochi giorni prima gli era stata ritirata la patente, mentre in stato di alterazione era alla guida di una Porsche. Per questo il 6 giugno 2017 avrebbe forzato un posto di blocco, alla guida di una Golf, scontrandosi con diverse vetture e distruggendo tre auto della polizia per garantirsi la fuga.

A Viterbo, in un altro dei procedimenti a suo carico, il giovane è stato assolto, in quanto non imputabile per totale vizio di mente. Ma il giudice di Terni ha voluto lo stesso nominare un proprio consulente di fiducia.

Parti civili sei poliziotti assistiti dagli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti – tra i quali l’ex dirigente della Digos di Viterbo, Monia Morelli, ora a Perugia – è ripreso ieri dopo numerosi rinvii il processo col rito abbreviato in corso presso il tribunale del capoluogo umbro.

Dopo avere percorso a folle velocità le vie del centro, il trentenne imboccò per la Cimina, poi strada Piangoli, infine la trasversale in direzione Terni-Spoleto. Nel Ternano ha investito in retromarcia uno degli agenti che tentavano di bloccarlo. È stato poi catturato in strada Maratta Bassa, a Terni.

Il trentenne è accusato di lesioni aggravate, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Dopo il forfait del primo consulente, l’incarico è stato affidato nei mesi scorsi al professor Alessandro Giuliani, che per l’appunto ieri ha illustrato in aula le conclusioni della sua perizia psichiatrica, secondo cui l’imputato è sia capace di intendere e di volere, sia di stare a giudizio.

Il giudice ne ha preso atto, rinviando il processo al 20 settembre per la discussione. In caso di condanna il trentenne usufruirà dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito. Nel suo passato anche una condanna definitiva per rapina e ricettazione.


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