Montefiascone – Avrebbe spacciato droga alla 17enne di Orvieto precipitata il 14 febbraio 2017 da un palazzo di Roma e deceduta senza mai riprendersi la mattina dopo al policlinico Umberto I.
Imputato un giovane di Montefiascone che poco prima della tragedia avrebbe dato alla ragazza hashish in cambio di 750 euro.
La vittima è Laura Chirica, di origini moldave, residente von la madre a Montecchio, studentessa dell’istituto alberghiero di Orvieto, col sogno di diventare chef, la cui morte è stata archiviata come suicidio nonostante l’opposizione della famiglia.
Il caso è tra quelli trattati dalla trasmissione televisiva “Chi lìha visto?”, cui la madre si è rivolta nella speranza di trovare dei testimoni in grado di fare luce sulla tragica scomparsa della figlia che per la donna sarebbe stata uccisa.
Per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti aggravata dalla minore età di Laura Chirica, nel frattempo, è finito sotto processo a Viterbo, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, un giovane di Montefiascone, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta.
Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe ceduto dell’hashish alla ragazza in cambio della somma di 750 euro. Ieri avrebbero dovuto essere sentiti due poliziotti del commissariato di Orvieto e altri testimoni dell’accusa, ma per il legittimo impedimento degli agenti e alcuni vizi di notifica l’udienza è stata rinviata all’8 gennaio 2020.
Il giorno di San Valentino di due anni fa Laura Chirica aveva preso dalla stazione di Orvieto un treno diretto a Roma Tiburtina. Poco dopo è precipitata dal settimo piano di un palazzo di via Agrigento, in zona Bologna. Un piano dove, secondo il portiere, ci sarebbe stato un appartamento affittato a delle studentesse.
La 17enne sarebbe stata un corriere della droga, utilizzata come tramite dello spaccio di hashish.
Nel corso delle indagini, un amico della ragazza ha fatto il nome di un uomo che avrebbe dovuto incontrare Laura. Raggiunto dalle telecamere di “Chi l’ha visto?”, l’uomo è andato su tutte le furie, negando qualsivoglia responsabilità. Le forze dell’ordine hanno classificato il caso come suicidio, ma secondo la famiglia ci sarebbero tuttora i presupposti per indagare anche sulla pista dell’omicidio.
Silvana Cortignani
