Lampedusa – La Alan Kurdi verso il porto di Lampedusa.
La nave appartenente alla ong Sea-Eye vuole dirigersi verso l’Italia.
“Dopo aver salvato 65 naufraghi navighiamo ora verso Lampedusa – scrive in un post su Facebook la ong Sea-Eye -. Non ci facciamo intimidire da un ministro dell’Interno, piuttosto ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino.
La legge del mare – spiega Sea-Eye – dovrebbe essere applicata sempre, anche se un rappresentante del governo si rifiuta di seguirla”.
Alla Alan Kurdi è stato notificato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane da parte di una motovedetta della guardia di finanza.
“Salvare vite in mare è un compito europeo – ha fatto sapere la portavoce del governo tedesco Martina Fiez -. Siamo al corrente della notizia della nave Alan Kurdi e sottolineiamo ancora una volta che il nostro obiettivo come governo tedesco è trovare una soluzione veloce: si tratta di trovare un porto sicuro e di chiarire la questione della redistribuzione”.
La guardia costiera librica, ha scritto la ong tedesca Sea-Eye su Twitter, “ci ha inviato un’email di assegnazione di un porto in Libia ma abbiamo respinto questa indicazione. La guardia costiera finanziata dall’Ue ci chiede di violare il diritto internazionale. Non riporteremo le persone salvate nelle prigioni di tortura libiche”.
