Viterbo – (g.f.) – “Mammagialla senza energia elettrica, un inferno”. L’interruzione che l’altro giorno ha interessato molti comuni della Tuscia non ha risparmiato il carcere di Viterbo e come segnala Danilo Primi (Uspp), sono state ore molto difficili.
“Ogni volta che va via la corrente – dice Primi – si blocca tutto. L’altro giorno è stato un putiferio. Senz’acqua, al buio e con gli ascensori bloccati non è stato possibile passare con le terapie o servire il vitto”. Per ore.
“Questo perché da dieci anni – osserva Primi – l’amministrazione non è stata in grado di sistemare i due generatori, guasti”. Quando i blackout out sono prolungati, sarebbero d’aiuto.
“Chi era in servizio è giustamente entrato nel panico – racconta Primi – la situazione era tesa, i detenuti hanno cominciato a fare confusione, lanciando oggetti e incendiandone altri. È stata chiesta un’autobotte, ma non era disponibile”.
Ore complicate. “Per fortuna attorno alle 13,30 la corrente elettrica è tornata e la situazione è andata pian piano verso la normalità. Quello che è anormale è che da dieci anni i generatori non funzionino”.
Quando tutto si spegne, manca tutto. Acqua compresa. “Perché arriva grazie a pompe elettriche. Chi non ha soldi e non ha acquista le bottiglie, beve quella del rubinetto”.
Una giornata pesante in una situazione a Mammagialla, già normalmente pesante.
“Con i vertici locali dell’amministrazione che fanno passare le cose così. Una volta andata, non ci si pensa più. Sono stati chiamati durante la fase di difficoltà, ma non si sono presentati”.

