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“Mi hanno colpito alle spalle e gridato ‘frocio di merda’…”

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Carmine Buono

Carmine Buono

Carmine Buono

Carmine Buono

Sara Buono

Sara Buono

Il referto di Carmine Buono

Il referto di Carmine Buono

Montefiascone -“Mi hanno colpito alle spalle e gridato ‘frocio di merda’ mentre tornavo a casa. All’inizio pensavo a uno spintone per errore. Invece no”. Carmine Buono, parrucchiere di 28 anni, da cinque residente a Montefiascone, è stato oggetto di un’aggressione omofoba ieri sera. “Mi hanno dato del frocio e mi hanno detto che devo andarmene. Io adesso non so che fare. Onestamente ci pensavo già ad andare via da qui… questa è una provincia molto chiusa. Soprattutto per chi è omosessuale, come me”, racconta. 

Ieri sera era uscito con delle amiche per una passeggiata al “Tuscia Birra” a Montefiascone. Una serata tranquilla. O almeno avrebbe dovuto esserlo. “Intorno a mezzanotte ho salutato le amiche – dice Buono-, mi stavo incamminando verso piazza Vittorio Emanuele. A un certo punto sento questa botta forte alla spalla. Era una persona che non conoscevo. Mi ha chiesto ‘scusa’, ma poi mi si è parato davanti in modo provocatorio, guardandomi in modo minaccioso. Come per aspettare che io reagissi”. 

Non è finita lì. Carmine racconta che, subito dopo, un altro uomo è arrivato correndo. Lo ha riconosciuto. “Mi ha detto: ‘Ah frocio di merda! La vedi quella?’, indicando l’ex socia di mia sorella Sara – afferma Carmine -. ‘Quando passa lei devi stare zitto, sennò so cazzi tuoi!’. Io mi sono messo a ridere, ma loro si sono incattiviti ancora di più. E, in gruppo, hanno cominciato a insultarmi, a dirmene di tutti i colori: ‘Frocio di merda’, ‘Vattene via da qui. Ricchione’”. Carmine parla di sei persone, tre uomini e tre donne. Ed ha riportato tutto in una denuncia ai carabinieri. 

Subito dopo, è andato all’ospedale di Montefiascone a farsi refertare: contusione a una spalla. Da un mese prende dei farmaci per il cuore e sta facendo accertamenti clinici per capire quale sia precisamente la sua patologia. “Sono arrivato in ospedale col cuore che mi batteva all’impazzata. Ho rischiato di andare in fibrillazione. È stato terribile… e io adesso, sinceramente, ho paura – sottolinea -.

Anche i carabinieri mi hanno sconsigliato di uscire da solo: questa gente che si comporta così è pericolosa. A Viterbo ci sono anche persone aperte, per carità, ma nel complesso è una città chiusa in se stessa. A me capita di andare al bar e di vedere che le persone cambiano d’un tratto atteggiamento: prima mi parlano normalmente, poi quando arrivano i loro amici fingono all’improvviso di non conoscermi. Si vergognano”.

Carmine ha un’idea molto precisa di cosa sia successo: “Negli ultimi mesi abbiamo avuto problemi su problemi, iniziati quando mia sorella ha fatto l’operazione per cambiare sesso. La socia ha deciso di andarsene e da lì ha iniziato a mettere in giro strane voci su di noi, c’è una denuncia in corso, oltre a quella che ho sporto io stamattina dai carabinieri. Che, tra l’altro, mi hanno detto che ‘se non ho raccontato la verità vado io incontro a un’imputazione per calunnia, perché lì ci sono le telecamere’. Meglio. Così si saprà che tutto quello che ho riferito è vero. In questa storia io sono la parte lesa”. 


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