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“Morgan a villa Savorelli perché è un amico di Sgarbi…”

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Candida Pittoritto

Candida Pittoritto

Vittorio Sgarbi e Candida Pittoritto

Vittorio Sgarbi e Candida Pittoritto

Sutri – Morgan a villa Savorelli, la proposta di Vittorio Sgarbi continua a far discutere.

Ieri Candida Pittoritto (Civiltà Italiana) è intervenuta alla Zanzara, trasmissione di Radio 24, e ha attaccato il sindaco di Sutri. “È un bravo critico d’arte – ha detto Pittoritto -, pieno di cultura. Ma di amministrazione non capisce un cazzo”.

Poi promette: “Appena Morgan mette piede a Sutri, nella casa, denuncio Sgarbi per abuso d’ufficio, abuso di potere. Deve amministrare, non fare spettacolo. Morgan è venuto a Sutri pure in chiusura della campagna elettorale di Vittorio, che lo vuole mettere a villa Savorelli perché è un suo amico e gli vuole trovare casa”.

Già la scorsa settimana La Zanzara si è occupata del caso Morgan a Sutri, con il giornalista Giuseppe Cruciani che ha attaccato Sgarbi. “Con i soldi nostri – ribadisce Cruciani -, non si può dare uno spazio comunale a Morgan che, con i cachet che prende nei vari concerti, può pagare l’affitto di una casa”.


Poche ore fa sono stata chiamata da Giuseppe Cruciani e David Parenzo per intervenire alla loro nota trasmissione radiofonica: La Zanzara.
Chi avrà la cortesia di ascoltarla mi sentirà riconfermare la decisione di denunciare Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri, per abuso d’ufficio nel caso volesse dare il secondo piano di Villa Savorelli sempre a Sutri a Morgan, Marco Castoldi, non solo come studio ma soprattutto come abitazione.

Infatti è questo il punto dove attentamente latitano tutti, sia l’opposizione sutrina che fa tutto tranne che il proprio compito, e la giunta fantasma della maggioranza, composta per lo più da accondiscendenti yes men privi di qualsiasi forma di autonomia, d’€™individualità e di libertà, perciò destinati a essere sempre soggetti al volere altrui, in questo caso quello del loro sindaco.

L’abuso sarebbe evidente perché il sindaco, qualunque sindaco, non può disporre a proprio piacimento dei beni immobili della cittadinanza che gli sono stati affidati, men che meno facendone uso arbitrario per chiunque. E non vogliamo sentire arrampicate sugli specchi che tirano in ballo l’€™arte e gli artisti.

Il cardinal Del Monte, patrono di Caravaggio, ha ospitato e pagato Caravaggio nei propri personali appartamenti e non lo ha insediato nei palazzi apostolici del Vaticano. Tanto per fare un esempio. Oppure Raffaello era ospite del Chigi nella Villa della Farnesina, pagato e riverito, ma non per questo gli era stato dato un appartamento di proprietà dei Farnese. Ognuno dia il suo, se Sgarbi vuole aiutare il suo amico Morgan, questo è lodevole, ma lo deve fare dandogli uno spazio non pubblico, lo offra lui a proprie spese, dimostrando così di essere un vero signore, un vero mecenate come al tempo di Sisto V.

 Ma ora che anche Emmanuele Emanuele è stato messo in un angolo, dopo tutto ciò che ha fatto per la città, le ombre più cupe si addensano su Villa Savorelli.

Vogliamo ricordare a tutti che Vittorio Sgarbi non è il proprietario, il signore, il dominus di Sutri, ma per legge soltanto l’€™amministratore della cosa pubblica. Quindi tutte le indiscutibili qualità culturali di Sgarbi non sono atte a reggere le capacità invero latitanti del buon amministrare.

Perciò ribadisco che, se Morgan dovesse insediarsi abitativamente in Villa Savorelli o in qualsiasi altra proprietà del comune di Sutri, ci vedremo determinati a sporgere le denunce del caso non soltanto nei confronti del Sindaco ma di tutta la giunta consenziente e complice. 

Si antepone il capriccio e la volontàdi potenza del singolo, in questo caso il sindaco, al bene e alla giustizia che riguarda anche i cittadini più in difficoltà. Ciò è inaccettabile sia dal punto di vista etico che da quello politico.

Il quadro così dipinto, certo poco consono alle sale del Museo di Palazzo Doebbing, resta però l’€™unico a mostrare la realtà incontestabile delle cose e dei fatti, in una situazione tra il tragico e il grottesco nella quale ormai da un anno annaspa l’€™Antichissima città, pertanto concludo ricordando a chi legge un motto del cardinale Carlo Carafa: “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur”. La decisione finale e ultima resta sempre all’€™unico sovrano: il popolo.

Candida Pittoritto
Civiltà Italiana


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