Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Proviamo a fare un po’ il punto della situazione in quello strano “minimondo” che è Sutri, oggi addì 6 giugno dell’anno II del regno di Vittorio I da Ro ferraese.
Come ci aspettavamo in consiglio comunale, la dialettica e la capacità retorica del sindaco è stata abbondantemente sufficiente a zittire ancora una volta l’assenza di personalità, d’idee, di capacità della sua propria giunta formata da fantasmi monocromi ed eterodiretti, ma anche da bloccare il finto tentativo dell’opposizione di fare l’opposizione.
Insomma tutto come prima, nulla è cambiato nella miglior tradizione gattopardesca.
Il vicesindaco Casini, sempre più infelicemente oggetto dello scaricabarile effettuato dal suo diretto superiore, tace e sorride contento. Dignità e autonomia, come per tutto il resto della giunta, non pervenuta. Orgoglio assente, presunzione invece ai più alti gradi della scala di riferimento.
Come sempre tutti proni, tutti in silenzio, a testa bassa, facendosi scivolare addosso offese, insulti e contumelie, disposti a tutto e capaci a nulla, pur di continuare a tenere i glutei incollati e inchiodati pervicacemente su quelle poltrone.
Del resto il potere è potere e quando gli ricapita di averne? Se lasciano ora sanno benissimo di essere destinati al nulla più infimo… almeno così alcuni di loro possono continuare a godere della luce riflessa del sindaco e tra un selfie e l’altro a far credere di avere doti, capacità e talento.
Ci è stato riferito che in questi “dialoghi a Sutri” del consiglio comunale, sia intervenuto un monologhista di pregio: il trombista (trombettista infatti è sbagliato, perché suona la tromba e non la trombetta) Nello Salza, che ha saputo ancora una volta evidenziare quanto la maggioranza sia totalmente incompetente, soprattutto per ciò che avrebbe riguardato l’idea di un’Accademia di Musica in paese.
Progetto che parrebbe ora definitivamente essere andato ad aggiungersi agli altri già cassati, quali l’Unesco, il Festival Cocaina, la rivista I Quaderni di Sutri, l’Accademia d’Arte, l’Accademia di comunicazione e altri che in questo momento non rammentiamo, ed è meglio così.
Il caso Marco Morgan Castoldi è poi stato risolto con una sconfitta di fatto (anche se non ammessa) del sindaco, che ha deciso allora di affidare il suo amico musicista alle cure della vicina Nepi (ormai diventata città satellite di Sutri) ove egli, se lo vorrà, potrà andare ad abitare, riverito ospite del comune, anche se non sappiamo a quali condizioni.
Ovviamente non si è voluto ammettere neppure che il tentativo autocratico d’imporre Morgan a Villa Savorelli, sia fallito perché impossibile dal punto di vista giuridico, ma si è preferito ancora una volta accusare la cittadinanza di “inaudita ostilità” e di “pregiudizi e ignoranza”. Be’, in effetti, almeno nel caso della maggioranza, sempre rigorosamente silenziosa, quest’ultima c’è in abbondanza.
Va però riconosciuto al sindaco di aver chiesto pubblicamente scusa delle modalità con cui è stata attuata la rimozione dei vasi di palastica nel centro storico.
Ovviamente, secondo il consueto modus operandi dello scaricabarile, la colpa è stata attribuita al poco felice vicesindaco e ai vigili urbani. L’Onorevole tuttavia ha informato che sarebbero stati comprati i vasi di coccio per sostituire quelli di plastica sequestrati ai cittadini ribelli.
Ci pregiamo tuttavia di ricordare ai più disattenti, il nobilissimo dialogo a Sutri intercorso tra il Sindaco e il suo Capo di gabinetto, andato in onda nella trasmissione “Realiti” di Enrico Lucci:
Sgarbi a Marioni: “guarda li la plastica li, perché non l’hai fatta togliere, te l’ho detto!”
Marioni a Sgarbi: “ma ho fatto l’ordinanza.”
Sgarbi a Marioni: “ma quale ordinanza, devi mandare i vigili urbani a incularseli!”
Dopo di che una nuova impennata del genio sgarbiano, quello che tanto affascina caudatari e cortigiani rigolettiani, con la quale il sindaco ha annunciato la nomina a “Prosindaco di Sutri” l’ex sindaco di Bagnoregio: Francesco Bigiotti.
L’idea in realtà va letta in un modo più arguto: Questa giunta attuale è ritenuta inadeguata e insufficiente, priva di talento e capacità, lenta, farraginosa, incancrenita in rancori asti, odi e cupidigie di potere personale, quindi necessitante di un amministratore di provata capacità qual è Bigiotti, non sutrino neanche lui.
Del resto che dire? Dei piagnistei sui social dell’assieditrice al Turismo e al Talento? Delle reciproche minacce? Anche qui è il solito, stantio e noioso copione che vediamo messo in scena da una anno e che mostra quanto sia difficile la vita degli yes men, in questo caso yes woman, di provincia.
Ebbene sì, condurre una funzione di caudatario 24 ore su 24 deve essere snervante e stancante, dichiararsi sempre, costantemente proni ai voleri e ai capricci del proprio signore e padrone anche, ma tutto questo avrà un sapore piacevole evidentemente per chi, nella propria vita, e a Sutri sono molti, ambisce smodatamente a ”diventare qualcuno”, pur vivendo nell’ombra e nel riflesso delle luci proprie altrui.
Insomma è così, chini e succubi prima o poi si spera che qualcosa capiti e magari si finisca per avere i propri warholiani 15 minuti di notorietà, che ormai non si negano più a nessuno neanche ai mediocri e agli incapaci.
Vuoi mettere avere il proprio nome riportato da qualche parte per aver sempre sostenuto il proprio dominus? Magari finire in uno di quei programmi che tanto piacciono a massaie, sfaccendati e gay come Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso?
Candida Pittoritto
Civiltà Italiana
