Viterbo – Crescono su scala nazionale i reati ambientali collegati al ciclo del cemento e a quello dei rifiuti, e la Tuscia figura tra le più colpite dal fenomeno in entrambe le categorie.
Nelle classifiche relative all’anno 2018, pubblicate da Legambiente su dati forniti dalle forze dell’ordine e le capitanerie di porto, la provincia di Viterbo è al 28esimo posto per le infrazioni accertate nel ciclo del cemento (63) e al 27esimo per quelle sui rifiuti (51).
Nel ciclo del cemento da quest’anno vengono conteggiati anche i reati verbalizzati dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, guadagni ottenuti grazie a false attestazioni o omissione di informazioni alla Pubblica amministrazione.
Nella Tuscia le 63 infrazioni accertate hanno prodotto 81 denunce e 7 sequestri. Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, invece, le denunce sono state 50 e i sequestri 21.
Va detto, a parziale attenuante, che in tutto il Lazio solo la provincia di Rieti ha numeri migliori di Viterbo in termini di reati accertati. Tuttavia nella Sabina si sono registrati ben 6 dei 7 arresti complessivi per reati legati al ciclo del cemento e 2 dei 9 legati ai rifiuti.
Molto più positivo il 2018 della Tuscia per quanto riguarda i reati contro gli animali. Sono 21 le infrazioni accertate sulla terraferma, con 7 denunce e 5 sequestri, e addirittura zero quelle relative agli animali marini. In entrambi i casi, si tratta dei migliori risultati della regione.
Alessandro Castellani

