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“Non dare mai nulla per scontato…”

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Tiziano Monti

Tiziano Monti

Tiziano Monti in handbike

Tiziano Monti in handbike

Tiziano Monti

Tiziano Monti

Tiziano Monti in handbike

Tiziano Monti in handbike

Tarquinia – “Non dare mai nulla per scontato”. Non mancano ottimismo e forza di volontà a Tiziano Monti, il trentenne tarquiniese che, lo scorso ottobre, in un incidente stradale sull’A12 ha perso le gambe. Oggi corre veloce verso un importante obiettivo sportivo. Quello di partecipare il prossimo 8 settembre alla sesta tappa del Girod’Italia handbike per le strade di Busto Arstizio, con il team di Alex Zanardi Obiettivo 3. Tiziano ha iniziato gli allenamenti da qualche giorno sulla pista di atletica “Franco Guidozzi”, sotto l’occhio attento di mamma Dina.

“Il mio recupero è stato abbastanza rapido – racconta lui, che è testimonial anche del progetto SuperAbile -. Non posso nascondere che è stato però difficile. Sono uscito dall’ospedale Gemelli dopo due mesi, nonostante le tante complicazioni fisiche. Diciamo che me la sono cavata bene”. Poi il trasferimento al centro di riabilitazione a Bologna. “Ci sono stato dal 12 maggio al 6 luglio – prosegue -. In poche settimane mi sono rimesso in piedi. Tante altre persone ci hanno messo invece anni”.

Un’esperienza forte, che ha lasciato il segno. E il destino ci ha messo lo zampino. “Proprio a Bologna ho conosciuto Alex Zanardi – dice Tiziano –. Un incontro fortuito. Dovevo provare delle protesi. Mi dicono che c’è Alex e che sta portando delle biciclette per la sua squadra. Salgo con un ascensore per andare a gonfiare le ruote della mia carrozzella. Si aprono le porte e me lo trovo davanti. Gli chiedo una foto e lui inizia a parlarmi e mi dice: perché uno con il tuo fisico non viene a correre in handbike con me?”.

Tiziano non se lo fa ripetere due volte e accetta la sfida. A fine maggio s’iscrive nella squadra di Zanardi. Poi il presidente dell’Asd Anmil Pierino Dainese lo chiama per dirgli che avrebbe ricevuto la bicicletta. “Mi viene consegnata a Budrio, durante una cerimonia – dichiara -. Per ora mi alleno da solo. Sono in attesa del certificato medico sportivo per completare l’iscrizione con la società e andare su strada, seguendo un programma. L’8 settembre è vicino ma ce la metterò tutta. Punto a diventare un atleta. Se ci riuscirò bene, altrimenti sarà stata una bellissima esperienza e riconsegnerò la bicicletta”.

Non dare mai nulla per scontato è una delle lezioni più grandi che ha appreso. “Guardo la vita con altri occhi – afferma -. Appena uscito dal coma, il medico mi dice che avevo perso le gambe. Rispondo che volevo tornare a fare quello che facevo prima. Pensavano che mi fossi “ammattito”. A Bologna vado con la stessa determinazione. Dottori e fisioterapisti restano sorpresi dai progressi così rapidi. Non pensavano che sarei stato in grado di usare le protesi, alzandomi da terra o facendo le scale in breve tempo. Oggi sono qui e voglio continuare a vivere appieno la vita”.

Non possono mancare i ringraziamenti: “A mia madre e mio fratello, a tutti i miei amici, alle persone che mi vogliono bene, agli infermieri e ai medici che hanno fatto miracoli. Il loro sostegno e la loro fiducia sono la mia forza”.

Daniele Aiello Belardinelli


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