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“Omosessualità: dichiararla vuol dire discriminarla”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – In verità, onorevole presidente, ho cercato di intervenire sull’emendamento 6.3 Boldrini che avete pensato di ritirare e non capisco bene il perché.

Se esiste una logica delle cose io leggo che il punto g), che è posto all’attenzione di tanti, un punto sicuramente significativo, parla di tutela dei minori, che è una cosa specifica. Casomai aggiungiamo un altro punto, un punto i), un punto h), ma non riesco a capire perché, se parlo di tutela dei minori, devo sentire dotti interventi dell’onorevole Boldrini e dell’onorevole Scalfarotto che introducono – vorrei leggerlo – questo tema che per me appare del tutto irreale e non so con quali documenti provato: rimuovere nello sport discriminazioni, gender gap, transfobia, omofobia, violenza di genere e molestie in ambito sportivo.

Io non ne ho notizie e l’ambito sportivo mi è sempre sembrato un campo libero (applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini premier e Fratelli d’Italia) in cui la sessualità vive libera senza bisogno di essere protetta e quando sia omosessualità non è certamente discriminata.

Onorevole presidente, si è aperto un dibattito importante che, preso atto di quello che dice l’onorevole Scalfarotto, presuppone che gli omosessuali che non lo dichiarano in questo Parlamento siano garantiti, quindi occorre rivedere le norme costituzionali, lo statuto, e introdurre emendamenti come questo, che dicono di rimuovere discriminazioni in Parlamento, gender gap, transfobia, omofobia, violenza di genere.

Tutto questo è quello che prevede questo emendamento, ma perché a me non funziona? Non il principio, su cui mi ha evocato Scalfarotto, ma l’emendamento parla di tutela dei minori: vogliamo confondere i minori con la transfobia e la transgenia? Cioè, dobbiamo mettere per forza tutto insieme? Questo ho detto. Ammesso che serva quello che lui dice, perché l’omosessualità non viva libera, come io la ritengo da sempre.

Io, che sono un lettore e ho conosciuto Pasolini, so che sarebbe il più violentemente contrario a trasformare la normalità dell’omosessualità in un discrimine nel dichiararla (applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi presidente, Lega-Salvini premier, Fratelli d’Italia e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Dichiararla vuol dire discriminarla! Uno farà quello che vuole, perché è la sua vita, è la normalità!

Allora, se devo fare un emendamento contro la normalità, per me essere omosessuale è normale, non è una categoria che deve essere individuata! Allora, non sono i minori, i minori sono altro (applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi presidente, Lega-Salvini Premier, Fratelli d’Italia e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Proteggiamo i minori non gli autodichiarati…”.

 


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