Viterbo – Pedofilo seriale, è il giorno dell’incidente probatorio. Saranno cristallizzate questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato le versioni delle quattro minori di 10, 11, 12 e 13 anni presunte vittime dell’operaio agricolo pakistano di 29 anni che le avrebbe molestate tra il 2 e il 28 maggio in quattro singoli episodi.
Le bambine saranno ascoltate alla presenza di una psicologa nell’apposita aula destinata agli interrogatori protetti dei minori al piano seminterrato del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino.
L’uomo, regolare in Italia, si trova in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata dal primo giugno. Inchiodato dai filmati delle telecamere della videosorveglianza che lo riprendono, in piazza San Faustino, mentre sembra effettivamente pedinare una delle ragazzine.
I difensori Samuele De Santis e Marina Bernini, fin dal principio, sostengono che lui fosse diretto da un’altra parte. Al riguardo sarebbe stato sentito a sommarie informazioni anche un testimone.
Le minori, che lo avrebbero già identificato attraverso il riconoscimento fotografico, dovranno confermare che si tratta proprio di lui anche in sede di incidente probatorio.
A tal proposito, la difesa ha ottenuto che il 29enne venga mostrato alle presunte vittime vicino a due persone similiari e abbigliate allo stesso modo.
Le prime due denunce, da parte dei genitori di una 11enne e di una 13enne, sono per fatti avvenuti il 2 maggio. Le altre, da parte dei familiari di una bambina di 10 anni e di una 12enne, sono per fatti avvenuti il 9 e il 28 maggio.
Palpeggiata e baciata sulla bocca la 13enne
La tredicenne sarebbe stata avvicinata una prima volta il 2 maggio, mentre stava tornando a casa da scuola, sul pianerottolo del palazzo dove abita coi genitori. Il 29enne prima le avrebbe rivolto apprezzamenti circa il suo aspetto fisico, quindi l’avrebbe bloccata con le spalle al muro, toccandole le guance, il sedere e le braccia, cercando di abbassarle i pantaloni e di baciarla sulla bocca, costringedola così a subire atti sessuali contro la sua volontà.
Quel giorno l’uomo avrebbe intercettato lungo il tragitto e seguito la ragazzina, che avrebbe avuto la sensazione di essere pedinata lungo via Cairoli. Pochi giorni dopo inoltre, il 6 maggio, verso le quattro del pomeriggio, mentre la tredicenne si stava recando a lezione di inglese, il 29enne l’avrebbe seguita nuovamente, tanto che la ragazzina, spaventata, avrebbe chiamato al telefono il padre, subito accorso, anche se nel frattempo il pakistano si era dileguato.
Presa in braccio e accarezzata l’11enne
La bambina di 11 anni, invece, sarebbe stata avvicinata soltanto una volta, il 2 maggio, nell’androne del suo palazzo, dove il 29enne si sarebbe introdotto con una scusa. Anche lei, come l’altra vittima, sarebbe stata messa all’angolo dall’uomo che, contemporaneamente, avrebbe tenuto bloccato con una mano il portone dello stabile per evitare che uscisse. Il 29enne le avrebbe toccato le spalle e il seno, dopo di che, essendo la bambina caduta a terra mentre cercava di difendersi a calci, l’avrebbe presa in braccio, continuando ad accarezzarla e a dirle che era bella, costringendo anche ei a subire atti sessuali contro la sua volontà.
Bloccata nell’androne del palazzo la vittima di 10 anni
La terza denuncia è relativa all’aggressione a sfondo sessuale di una bambina di 10 anni avvenuta il 9 maggio. Sarebbe stata bloccata e palpeggiata nell’androne del suo palazzo, mentre stava aspettando l’ascensore.
Inseguita nell’ascensore la 12enne
Nel garage condominiale di un palazzo situato in una via parallela, il 28 maggio, sarebbe stata invece sorpresa dal maniaco sessuale la quarta e ultima vittima, una bambina di 12 anni.
ll 29enne l’avrebbe afferrata per un braccio, dicendole “vieni, vieni” mentre con una mano teneva bloccata la porta di accesso alle scale. La ragazzina si sarebbe allora rifugiata nell’ascensore, col 29enne che provava a bloccare la porta, battendo i pugni per farsi aprire mentre si chiudeva e la piccola riusciva a scappare a casa.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

