Viterbo – (sil.co.) – Il pedofilo seriale non è lui. Oggi il riconoscimento all’americana da parte delle piccole vittime, cui è stato chiesto di identificare attraverso un vetro a specchio il presunto molestatore, posizionato dietro con altre due persone.
Nessuna lo ha riconosciuto con certezza. I difensori hanno già presentato al gip istanza di scarcerazione: “Lo abbiamo detto fin dal primo momento, non mettiamo in dubbio i fatti, ma lui non c’entra niente”, il commento a caldo dei difensori Marina Bernini e Samuele De Santis.
Si è appena concluso, dopo quattro ore, davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato l’incidente probatorio iniziato questa mattina alle 9.
Il gip, su richiesta della pm Chiara Capezzuto, ha sentito le quattro minori di 10, 11, 12 e 13 anni presunte vittime dell’operaio agricolo pakistano di 29 anni che le avrebbe molestate tra il 2 e il 28 maggio in quattro singoli episodi. Le piccole sono comparse in tribunale accompagnate dai genitori. In una stanza diversa l’indagato.
Le bambine sono state ascoltate in forma protetta dal gip presso il palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino alla presenza di una psicologa che adesso dovrà valutare l’attendibilità delle piccole.
Il 29enne, regolare in Italia, si trova in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata dal primo giugno. Inchiodato dai filmati delle telecamere della videosorveglianza che lo riprendono, in piazza San Faustino. I difensori Samuele De Santis e Marina Bernini, fin dal principio, sostengono che lui fosse diretto da un’altra parte.
Alle minori, che lo avevano già identificato fotograficamente, è stato chiesto di riconoscere il presunto molestatore anche in sede di incidente probatorio. Come chiesto dalla difesa, che contesta il precedente riconoscimento, alle piccole sono stati mostrati tre giovani, il 29enne e altre due persone similiari e abbigliate allo stesso modo.
Le prime due denunce, da parte dei genitori di una 11enne e di una 13enne, sono per fatti avvenuti il 2 maggio. Le altre, da parte dei familiari di una bambina di 10 anni e di una 12enne, sono per fatti avvenuti il 9 e il 28 maggio.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

