Orte – “È stata una delle giornate peggiori degli ultimi anni, ma non capisco perché Trenitalia ha promesso il rimborso solo ai passeggeri del Frecciarossa”. La presidente del Comitato pendolari Orte, Lara Scapigliati, ritorna sul caos treni di lunedì e punta il dito contro “chi ha fatto passare questa storia come un problema solo dell’alta velocità, mentre invece ne hanno risentito tutti i viaggiatori, compresi noi”.
“Per la maggioranza dei pendolari di Orte – racconta Scapigliati – i disagi si sono registrati soprattutto di pomeriggio, perché nella fascia mattiniera dalle 6 alle 9 i nostri treni diretti a Roma non arrivano da Firenze. Certo, chi andava verso nord o chi è partito dopo le 9 si è dovuto sorbire tutto”.
In che momento della giornata si sono registrati i ritardi più grossi?
“Per noi le difficoltà ci sono state principalmente nel viaggio di ritorno da Roma, cioè più o meno dalle 15 in poi. Anche perché verso le 17 c’è stato un ulteriore problema a Fara Sabina che ha rallentato ancora di più la circolazione. Io personalmente sono riuscita a cavarmela con circa 30 minuti di ritardo, ma sono partita dopo le 19, cioè 14 ore dopo l’incendio della cabina a Rovezzano. È vero che è stato un guasto grave, ma non capiamo come sia possibile che un problema verificatosi alle 5,50 di mattina possa avere strascichi fino a fine giornata”.
Quando si è regolarizzato il traffico?
“Ieri mattina chi andava a Roma ha viaggiato normalmente, mentre ci sono stati segnalati ancora ritardi per chi era diretto a nord”.
Ha una stima di quanti treni hanno subito ritardi?
“Trattandosi di un evento straordinario, di cui hanno parlato i giornali di tutta Italia, ci è sembrato inutile fare monitoraggi… Gli unici regionali che hanno viaggiato puntuali sono stati i tre della fascia delle 18, cioè l’orario normalmente più critico. Evidentemente hanno trovato la linea dell’alta velocità libera”.
A Roma Termini si sono verificate code lunghissime ai tornelli, voi avete avuto problemi?
“Quando siamo arrivati alla mattina la situazione era allucinante: tutti i binari erano occupati dai treni alta velocità, che non potevano partire, e i viaggiatori si mettevano ad aspettare dove potevano, sia dentro che fuori i tornelli. Secondo me c’erano più di diecimila persone in quel momento in stazione, era difficile anche solo camminare. Al pomeriggio invece si scorreva un pochino di più, anche se l’affollamento era comunque notevole”.
Avete ricevuto assistenza?
“Siamo riusciti a metterci in contatto con Trenitalia, che ci girava le comunicazioni sul traffico di Rfi, ma in generale c’era un clima di grande incertezza. Inoltre abbiamo appreso che è stato deciso di rimborsare i passeggeri di Frecciarossa e Italo e dei treni a medio-lunga percorrenza, nonostante non fosse obbligatorio, perché si è trattato di un evento doloso. Niente in contrario, ma perché per i pendolari non è stato previsto niente?”
Perché i biglietti dell’alta velocità costano molto di più.
“Sì, ma anche noi abbiamo subito disagi, come tutti gli altri, eppure non ci è stato riconosciuto nessun ristoro. So benissimo che noi paghiamo di meno ed è giusto indennizzare turisti e lavoratori che hanno avuto danni dall’alta velocità, ma credo che anche i pendolari meriterebbero qualcosa”.
Alessandro Castellani


