Viterbo – (p.p.) – Unitus: Valentini non si candida e Vesperini raccoglie le firme. Inizia a delinearsi lo scenario delle candidature per il dopo Ruggieri.
Per ora, nella corsa alla carica di rettore dell’Università della Tuscia, il primo candidato certo è il direttore del Deim (Dipartimento di economia, ingegneria, società e impresa), Stefano Ubertini.
Le candidature dovranno essere presentate entro il 6 settembre. Il 20 poi saranno discusse in conferenza di ateneo e il 2 ottobre ci sarà la votazione.
Giulio Vesperini, direttore del Distu (Dipartimento di Studi linguistici, letterari, storico filosofici e giuridici) sta raccogliendo le firme. Ne servono minimo una quarantina tra personale docente e tecnico amministrativo per presentarsi.
Il professore di diritto amministrativo spiega i motivi che l’hanno spinto a scendere in campo. “Credo – dice – che sia necessario uno sviluppo forte dell’università. In questi anni, abbiamo ottenuto ottimi risultati sie nel campo della didattica che in quello della ricerca. Un potenziale, specie quest’ultimo, che bisogna riprendere e valorizzare. Nella selezione del ministero, quattro dipartimenti su sei sono entrati nella classifica e tre hanno ottenuto il finanziamento. Viterbo è quindi una sede importante e ha una potenzialità enorme da questo punto di vista.
E’ necessario poi avere un’ambiziosa visione per il futuro, ridefinendo il rapporto non solo con le università più vicine, ma anche con quelle più grandi per farne una sorta di piccolo gioiello nel panorama nazionale e internazionale.
Viterbo è una città gradevole in cui le persone, anche dall’estero, vengono volentieri a lavorare e dove si organizzano convegni e seminari.
Infine, c’è una necessità di internazionalizzazione dell’università che si può attuare non solo attraverso una diffusione di rapporti con atenei stranieri e corsi d’inglese, ma anche facendo diventare l’Unitus un luogo di attrazione e di intelligenze con professori e studiosi da diverse parti del mondo che sappiano che Viterbo, nei vari settori, rappresenta un punto di riferimento”.
Era circolato anche il nome di Riccardo Valentini, docente del Dibaf (Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali) che invece esclude categoricamente la possibilità: “Una mia candidatura a rettore – spiega – è del tutto priva di fondamento. Con questa mia precisazione intendo sgombrare il campo da illazioni che rischiano di ‘inquinare’ il normale svolgimento di una competizione elettorale che mi auguro partecipata da una pluralità di candidati eccellenti e vicini al nostro territorio, portatori di contenuti che possano contribuire a disegnare il futuro dell’ateneo viterbese”.
La terza ipotesi era quella di Andrea Vannini del Dibaf (dipartimento per la innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali). Il diretto interessato fa sapere che “c’è una discussione in atto per poter presentare ulteriori candidature in un sistema democratico.
Per un mandato di sei anni – continua – bisogna certamente dare il maggior numero di garanzie possibili perché più ci sono, più possibilità c’è che si abbia la presentazione di un programma condiviso, completo e meditato. Un programma di tutti.
Non ci sono candidature per qualcuno o contro qualcuno. Si sta solo tentando di fare un sistema che permetta un maggior flusso di idee e l’elaborazione di un programma importante per l’ateneo. Un ateneo che tutti vogliamo che cresca in maniera armoniosa perché diventi un ambiente di lavoro sereno per tutte le sua componenti. Per farlo è importante discutere”.
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