- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Ho scritto cose di pancia che pensano in tanti, ma ho sbagliato…”

Condividi la notizia:

Valerio Galuppi

Valerio Galuppi

Il post di Soli non siamo nulla. UNITI Saremo TUTTO

Il post di Soli non siamo nulla. UNITI Saremo TUTTO

Monte Romano – “Io ho visto che la notizia era su Facebook, sui giornali, sui siti. Alla fine, però, sono stato rovinato solo io”. Un po’ si scusa e un po’ si sente vittima Valerio Galuppi, di Monte Romano, finanziere che lavora nella capitale.

Da venerdì è nella bufera, accusato di aver contribuito, con un post su Facebook, alla costruzione di una bufala: quella sulla caccia ai nordafricani “assassini” del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. 

Il fermo per concorso in omicidio ed estorsione, come si è saputo dopo ore, è scattato per i due americani Gabriel Natale-Hjorth e Elder Finnegan Lee, 18 e 19 anni. 

Sono stati catturati gli autori dell’omicidio del collega a Roma – ha scritto venerdì mattina Galuppi sulla sua pagina ‘Soli non siamo nulla. Uniti saremo tutto’, sopra le foto segnaletiche di quelli che, secondo lui, dovevano essere i responsabili -. Tre cittadini di origini marocchine e uno di origini algerine. Ora lasciateli a noi colleghi e al popolo, faremo noi giustizia”. 

Galuppi prova a spiegare: “Ho trovato la notizia sulla pagina Facebook di ‘Puntato, l’app degli operatori di polizia’. Venerdì mattina ero in procura, al lavoro, scambiavamo due chiacchiere con i colleghi. Tutti parlavano di maghrebini”.

Fin dalle prime ore del mattino, molte testate giornalistiche scrivevano di caccia all’uomo e sospettati nordafricani. Qualcuno (il Secolo, per esempio) sosteneva con molta più nettezza che fossero stati dei nordafricani ad ammazzare il carabiniere. Ma secondo Wired, che ha ricostruito la bufala minuto per minuto, è la pagina Facebook di “Puntato” la prima ad annunciare il falso arresto dei maghrebini, allegando le foto.

Galuppi ammette: “Io ho sbagliato, ma ho anche aspettato parecchio prima di pubblicare, anche perché ero al lavoro. Non ho pensato fosse una cosa non vera. Solo quando sono tornato a casa ho capito cosa stava succedendo e tolto il post. Prima di cancellarlo ho scritto due righe di scuse, ma non è servito: mi hanno riempito di insulti. Su Facebook e su tanti siti sono usciti anche nomi, cognomi e foto integrali. Alla fine però siamo stati rovinati solo io e ‘Puntato’. In realtà solo io”. 

Proprio lui, che col suo post ha ottenuto almeno 4800 condivisioni, si rammarica del fatto che se ne parli tanto, facendo passare in secondo piano altri aspetti. “Mi pare più importante l’omicidio in se – dichiara Galuppi -, un omicidio avvenuto così, tranquillamente. Il fatto che, come operatori delle forze dell’ordine, non abbiamo mezzi per difenderci. Il fatto che se il carabiniere avesse sparato lo avremmo criticato per questo”. 

C’è “l’errore”, lo chiama lui, di rilanciare una notizia completamente destituita di fondamento. Ma aggiunge di “nutrire dubbi”. “Da quello che so – continua Galuppi – le persone di cui ho pubblicato le foto, anche se non arrestate per omicidio, non erano totalmente estranee al caso”. 
Il Fatto Quotidiano sembra l’unico a parlare precisamente di due filoni di indagine, aperti almeno inizialmente: uno sui due americani. Nell’altro, riporta il Fatto, “sono state ascoltate in caserma 12 persone e identificate 4, 3 marocchini e un franco-algerino, sospettati di ricettazione”. Di questi sospettati – ammesso che esistano, Tusciaweb in questo caso non ha fonti di prima mano – la testata di Gomez non pubblica foto, tantomeno quelle dei nordafricani ingiustamente accusati di omicidio e circolate sui social.

In pratica: non è chiaro, in un momento in cui l’inchiesta è all’inizio e si susseguono informazioni di ogni tipo, se quelle foto siano di persone indagate in questa vicenda per reati minori. Di certo c’è che i soggetti ritratti non sono gli assassini di Rega. Come non lo saranno i due americani fino a sentenza definitiva, anche se Finnegan davanti al pm ha confessato per poi restare in silenzio di fronte al gip.  

Poi ci sono i contenuti del post di Galuppi. Quel “faremo noi giustizia” che ha le sembianze di una vendetta…

“No, no – dice lui – nessuna vendetta. Sono cose scritte di pancia anche se è il pensiero di tanti. Lo so che io indosso una divisa, ma è la prima volta che mi trovo in questa situazione. Saranno cinque, sei anni che ho quella pagina su Facebook dove esprimo opinioni e condivido notizie. Mai una violazione della privacy, mai nulla”.

I suoi post, almeno quelli pubblicati sui profili privati, in realtà, sono stati più volte bloccati dal social di Zuckerberg. “Facebook qualche volta ti impedisce di scrivere – afferma Galuppi -. Mi hanno cancellato un profilo. Diciamo che sulla mia pagina non pubblicavo gattini o cibo. Riportavo articoli di CasaPound o foto di Mussolini. Se uno non è libero neanche di pubblicare, lasciamo perdere”. 

Ieri pomeriggio esistevano ancora due suoi account, oggi disattivati. “La mia pagina – continua il finanziere – non è stata cancellata. È nascosta. Non so neanche se la renderò di nuovo visibile. Non ho molta voglia di aprire Facebook”. 

Per ora non ha avuto comunicazioni dai suoi superiori ma la guardia di finanza ha dichiarato sempre a Wired di “aver attivato urgenti approfondimenti sulla vicenda”.

“Io ho commesso una leggerezza e me ne assumo le responsabilità – conclude Galuppi -. Domani vado in ufficio. Vedrò se qualcuno avrà qualcosa da dirmi”. 

Stefania Moretti


 – Wired: “Bufala dei nordafricani assassini, coinvolto finanziere viterbese”


Condividi la notizia: