Viterbo – (g.f.) – “La bolletta dell’acqua aumenterà finché non ci compreranno i francesi”. Talete, la previsione è di Alessandro Giulivi.
Il sindaco di Tarquinia all’incontro in prefettura con i suoi colleghi neoeletti vede nella società idrica uno dei principali problemi nell’amministrazione in cui è stato appena eletto.
Ad aprire i rubinetti delle critiche, nell’incontro con i primi cittadini rieletti, Piero Camilli (Gradoli).
“La mia è una battaglia nell’interesse dei cittadini – dice Camilli – abbiamo acqua, acquedotto e mezzi, perché devo essere costretto a entrare?”.
A Gradoli non c’è solo Talete, pure il Cobalb, per la depurazione delle acque nei comuni lungo l’anello del lago di Bolsena.
“È un’azienda decotta – continua Camilli – alla prossima assemblea si portano i libri in tribunale”. Qualcosa da dire sull’argomento ce l’ha anche Giulivi. “Cobalb va commissariato – dice il primo cittadino di Tarquinia – altrimenti intenterò una causa per danni. Il mare a Tarquinia non lo sporco io, ma qualcun altro”.
Resta Talete il nome più evocato e non per fare complimenti. “Se c’è un guasto – spiega Giulivi – ci rimane per una settimana. Non rispondono, non c’è nessuno. Io non so cosa faranno e come sarà ricapitalizzata Talete e cosa succederà se non trovano i soldi.
La sola strada da percorrere è abrogare le legge Galli, con il servizio idrico ai comuni. Spenderebbero meno, avendo servizi più efficienti e i cittadini pagherebbero meno.
Invece la bolletta aumenterà ancora, finché i francesi non ci compreranno”.
Maurizio Testa, sindaco di Monte Romano si domanda come le amministrazioni che negli anni si sono comportate come formiche siano messe alla pari di chi, invece, ha avuto lo stile della cicala. Ovvero: “Io ho speso i soldi per il depuratore – spiega Testa – e non posso pagare come chi entrando in Talete ha portato debiti. Il meccanismo va rivisto”.

