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Teatro, letteratura e realtà di frontiera allo “Spettacolo del confine”

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Tuscania - Universo corto - La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania – Universo corto – La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania - Universo corto - La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania – Universo corto – La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania - Universo corto - La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania – Universo corto – La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania - Universo corto - La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania – Universo corto – La piece “Lo spettacolo del confine”

Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – Oltre proiezione serale di short movies internazionali di altissimo livello, il secondo giorno di Universo Corto è stato caratterizzato da “Lo spettacolo del confine”.

Una pièce in cui si sono mescolati teatro e lettura, costumi e approfondimento su sette realtà di frontiera: dal Medio Oriente al Pakistan, dal Sahara al Mediterraneo.

Nel tardo pomeriggio, tra gli alberi di Parco Torre di Lavello, il giornalista e ricercatore freelance Giuliano Battiston, con voce volutamente piana, non teatrale, ha ripreso dei brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” (Rosenberg&Sellier 2018) intervallati da interventi a braccio dal giornalista Emanuele Giordana, curatore del volume.

“I confini sono delle linee virtuali di cui abbiamo una conoscenza molto vaga – spiega Giordana- spesso li abbiamo attraversati e non sappiamo cosa significano e quanto dolore rappresentano. Gli accordi di pace spesso si fanno sulle spalle delle persone, della gente comune che poi li subisce”.

Attraverso il suo racconto ed i suoi cambi d’abito, l’autore ha trascinato visivamente gli spettatori nell’affrontare una questione complessa. Il cinema che è al centro della rassegna, come il teatro e la letteratura, utilizza proprio l’immaginazione per arrivare ad un confronto con il reale.

In questo caso la pièce di Giordana/Battiston ha fatto riflettere su come alcune linee immaginarie, inesistenti, decise arbitrariamente da un gruppo ristretto di persone sedute ad un tavolo, possono influenzare nella realtà la vita di intere popolazioni.

Dall’accordo Sykes-Picod che dividendo le aree di influenza tra Francia e Inghilterra ha condizionato e continua a condizionare il Medio-Oriente, fino al Mediterraneo stesso, passato dall’essere culla di incontro tra le civiltà, a limite di demarcazione, simbolo di distanza, il problema dei confini continua ad essere di estrema attualità.

“Il confine in sé è qualcosa di utile – conclude Giordana – può anche delimitare lo spazio della nostra casa in cui ci sentiamo liberi, ma quando viene tracciato, soprattutto quando influenza grandi gruppi, o intere etnie con la loro lingua e le loro tradizioni, bisognerebbe coinvolgere più persone nelle decisioni. Questo è l’unico modo per rispettare la loro identità, la loro cultura che altrimenti rischia di essere compromessa”.

Staff Universo Corto


Lo spettacolo del confine
Una produzione di Lettera22

“Lo spettacolo del confine” è una piece delle durata di circa 40 minuti in cui si mescolano teatro e lettura, costumi (nel vero senso della parola) e approfondimento su sette realtà di frontiera: dal Medio Oriente al Pakistan, dal Sahara al Mediterraneo sino alle frontiere ottocentesche napoleoniche in Europa quando nasce il passaporto.

Giuliano Battiston legge brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” Rosenberg&Sellier 2018: sette casi che vengono intervallati da un intervento a braccio di Emanuele Giordana, curatore del volume. Le letture di Giuliano sono letture piane, non teatrali ma volutamente “fredde” che addentrano il lettore nella storia di questa o quella frontiera. Subito dopo, o subito prima, Giordana spiega a braccio dettagli, personaggi, ambienti con dei piccoli travestimenti che, con i vari cambi di abito, trasportano lo spettatore anche in un’atmosfera visiva e immaginifica. Sullo sfondo si susseguono delle mappe geografiche che aiutano a capire dove ci si trova geograficamente. Lo scopo è semplicemente quello di rendere la complessità del confine, la sua varietà, la sua crudeltà. Non strumento di difesa, come lo si vorrebbe, ma di offesa. Non ponte ma muro. La prima presentazione della piec è avvenuta a Trani durante “I dialoghi” nel 2018 ma da allora si è evoluta e arricchita.


Giuliano Battiston giornalista e ricercatore freelance, direttore dell’associazione Lettera22, collabora con quotidiani e riviste tra cui L’Espresso, il manifesto, Gli asini, Ispi, Radio svizzera italiana, Radio3Rai. Docente alla Scuola di giornalismo della Fondazione Basso di Roma ha curato il programma del Salone dell’editoria sociale. Con G. Marcon ha curato “La sinistra che verrà” e ha pubblicato “Arcipelago jihad” e due libri-intervista: “Zygmunt Bauman. Modernità e globalizzazione” e “Per un’altra globalizzazione” (2010).
Emanuele Giordana, giornalista, scrittore e blogger, è stato tra i fondatori di Lettera22. Direttore del mensile ecologista “Terra” e dell’emittente EcoRadio, ha condotto per dieci anni la Rassegna stampa internazionale di Radio3Mondo a Rai3. Attualmente è direttore editoriale del portale atlanteguerre.it ed è presidente dell’Associazione “Afgana” di ricerca e sostegno alla società civile dell’Afghanistan. Ha scritto anche dell’epopea del viaggio in India negli anni Settanta in “Viaggio all’Eden” (Laterza 2017) uscito in luglio 2019 in edizione economica


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