Viterbo – Traffico internazionale di cocaina, rimessa in libertà dal tribunale del riesame la 32enne viterbese Angelica Cazzato, unica donna per fui era stata disposta una misura di custodia cautelare.
Era finita ai domiciliari il 13 giugno, nel blitz sfociato in 12 arresti, 7 in carcere e 5 a casa, dell’operazione Underground, la maxinchiesta della Dda è di Roma su una presunta banda di narcotrafficanti albanesi attiva nel 2016 a Viterbo e in altri centri della provincia, con radici nel comprensorio dei Cimini. Ventitrè gli indagati, undici dei quali a piede libero. Tutti albanesi i sette in carcere.
“È il primo passo che dimostra la totale estraneità della mia assistita”, commenta l’avvocato Paolo Delle Monache, secondo il quale la 32enne non conosceva nessuno dei principali indagati, a parte un soggetto con cui ha avuto una frequentazione occasionale e col quale non ha più rapporti da anni.
Lo stesso gip Vilma Passamonti esculde, nell’ordinanza con cui ha disposto le misure di custodia cautelare, un ruolo preminente della Cazzato nella presunta attività di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, definendola una semplice intermediaria.
“Nel frattempo ha cambiato frequentazioni e ha cambiato completamente vita, non c’è stato e non c’è nulla che la leghi ai personaggi la cui condotta è stata stigmatizzata dall’inchiesta”, sottolinea il legale.
Lunedì, per altri motivi, il riesame ha annullato l’ordinanza per il presunto capobanda albanese, che sarebbe tornato anche lui in libertà, non fosse che sta in carcere per altri episodi di spaccio.
Il tribunale della libertà si è invece riservato la decisione per altri indagati, sempre di nazionalità albanese, ancora in attesa di sapere se la misura di custodia cautelare a loro carico sarà confermata oppure revocata o alleggerita.
