Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non ci aspettavamo certo il grande risultato del 2016 e nemmeno la irripetibile promozione fatta in occasione del’Expo 2015, quando la macchina di santa Rosa campeggiava non solo a Milano, ma negli aeroporti e sulle maggiori testate nazionali, ma tra questo e niente ci passa molto.
Nessuna promozione, così come nel 2018, è il dato oggettivo per la il trasporto 2019 e nonostante le risorse a disposizione di quest’amministrazione siano il doppio del passato (visto il raddoppio dell’imposta di soggiorno deciso da Arena) ciò a dimostrazione che capacità e idee non sono cose che si comprano.
A questo si aggiunga il totale oblio in cui è caduto il riconoscimento Unesco, che ha fatto conoscere Viterbo e la sue tradizioni al mondo intero, che a giudicare dalla bramosia con cui ci aspira un campione del turismo come Civita di Bagnoregio non è che sia proprio un brand da poco.
Tuttavia per Arena e i suoi neanche questo esiste più e se non ci fossero le targhe di bronzo alle singole fermate della macchina, lo avrebbero fatto dimenticare anche ai cittadini e ai turisti.
Il trasporto della macchina di santa Rosa con l’avvento di questa amministrazione è stato relegato a una mera questione di ordine pubblico, di cui ci si occupa solo in prefettura per questioni di sicurezza, alla stregua di una partita di calcio o di una manifestazione qualsiasi, come se la gestione, la promozione e la tutela della secolare tradizione religiosa cittadina con tutte le sue implicazioni culturali e turistiche fossero una questione di competenza dell’ufficio territoriale del governo e non dell’amministrazione comunale .
Tutto ciò accade nonostante il grande e continuo impegno del sodalizio dei facchini (ai quali Arena aveva messo in vendita la chiesa della pace), cui si deve molto per l’ottenimento ma anche per la salvaguardia del prestigioso riconoscimento Unesco e nonostante vi sia ancora l’eco del grande lavoro fatto nel recente passato che aveva visto arrivare a Viterbo migliaia di turisti la sera del 3 settembre, oltre a numerosi ambasciatori da tutto il mondo e fatto parlare della macchina nelle più importanti borse del turismo, da Milano a Londra da Mosca a Berlino alla Cina o all’Egitto passando dal Wto Unesco.
Anche per quest’anno dovremo sperare che andrà meglio il prossimo. Un circolo vizioso che magari sarà spezzato ancora una volta solo dalla “pubblicità” di una nuova passerella e dai selfie del ministro dell’Interno, al quale invece non farebbe male conoscere la storia della nostra santa, fatta di aiuto per o più deboli ma anche di esilio.
Giacomo Barelli Capogruppo Forza Civica
