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Roma – “Stasera ho assistito all’aggressione e alle minacce di morte, urlate a squarciagola, a una giovane capotreno inseguita nei vagoni in corsa da un uomo dall’aspetto molto pericoloso a cui lei aveva avuto la sciagura di verificare il biglietto che lui non aveva”.
A raccontarlo, in un lungo post sul suo profilo Facebook, è Nathalie Naim, consigliera comunale del primo municipio di Roma.
L’episodio, avvenuto sulla ferrovia Roma – Viterbo, stazione San Filippo Neri, risale al 21 agosto, 20,30 circa, come spiega la consigliera rispondendo ai tanti commenti – all’incirca 80 – che, subito, hanno affollato la sua bacheca.
“Nonostante il treno fosse pieno nessuno è intervenuto – racconta Naim – salvo io che sono corsa in aiuto della ragazza urlando, né le forze dell’ordine con cui a causa del famigerato numero unico 112, è stato possibile solo perdere tempo ma non parlare con le forze dell’ordine. Né è stato possibile poi presentare una denuncia poiché tutte le stazioni in questione erano sprovviste di addetti della polizia ferroviaria”.
La consigliera comunale ha cercato di aiutare la capotreno. “La povera ragazza era sotto shock – si legge nel lungo post – e non riusciva più a svolgere il suo lavoro. Delle passeggere hanno raccontato di essere state aggredite dalla stesso uomo e di averlo denunciato ma nonostante le telecamere nei vagoni nulla è successo. Le giovani hanno raccontato che la polizia a suo tempo si è limitata a chiedere se fossero ferite come se così fosse tutto a posto”.
La consigliera invita a prendere provvedimenti. Anche e soprattutto per scongiurare altri gravi fatti analoghi. “Aspettiamo una tragedia come sempre? – continua – Questa città e non solo (treno interregionale) sta diventando sempre più violenta e incontrollata (Trenitalia risparmia eliminando tutto personale) e a pagarne le spese sono spesso le donne e i più deboli. La prossima volta che prenderò il treno avrò paura, mi toccherà attrezzarmi. Ultima considerazione: tali condizioni portano a controllare e sanzionare solo chi pare innocuo”.

