Roma – Carabiniere ucciso a Roma, la foto di uno dei due arrestati bendato in caserma sarebbe stata per una chat interna. Secondo quanto riportato da Tgcom24, lo avrebbe rivelato il militare che ha scattato l’immagine ai magistrati che indagano sulla vicenda. Sarebbe stato un altro collega a renderla pubblica.
E’ la foto in cui Chistian Gabriel Natale Hjorth, uno dei due americani arrestati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, è bendato e legato nella caserma dei carabinieri.
Non avrebbe dovuto essere resa pubblica, ma era riservata a una chat WhatsApp di soli militari. E’ quanto sostiene il carabiniere che ha scattato la foto in una memoria difensiva consegnata ai pm di Roma dal suo avvocato.
A diffondere la foto sarebbe stato un altro militare.
Nella memoria, il militare – un maresciallo della compagnia carabinieri Roma Centro – spiega come a caldo si fosse diffusa la falsa notizia che gli aggressori fossero due magrebini, pregiudicati per droga. Quindi riferisce come “centinaia di messaggi e di foto di pregiudicati” sarebbero state scambiate in un gruppo WhatsApp composto da 18 carabinieri, tra cui lui stesso, tutti con incarichi operativi, di varie regioni italiane.
Obiettivo: aiutare le indagini, fornendo gli identikit di spacciatori, scambiando dati sensibili riguardanti i possibili sospettati (ritenuti ancora di origine magrebina), aggiornarsi reciprocamente sugli sviluppi delle indagini. Quando i due americani vennero arrestati, la notizia fu subito condivisa sulla chat.
Lo stesso maresciallo li condusse, insieme ad altri militari, nella caserma di via In Selci, riportando anche delle ferite al volto perché sarebbe stato colpito dalle testate di uno dei due giovani. Lo stesso arrestato, secondo la ricostruzione del maresciallo, avrebbe continuato a dare testate anche in caserma e quindi sarebbe stato bendato – non dal sottufficiale, ma da un altro carabiniere – condotta che sarebbe stata approvata dai due ufficiali presenti, secondo cui si sarebbe trattato di un legittimo e proporzionato utilizzo di “strumenti di contenimento” per evitare che il giovane facesse male agli altri e a se stesso.
Il maresciallo avrebbe scattato la foto per la quale è indagato, e l’avrebbe condivisa nella chat (“sapendola riservata unicamente a carabinieri”), sia per “rassicurare tutti” che i due erano stati arrestati, sia per “far notare che l’informazione inizialmente fornita dal partner di Mario (sulla nazionalità degli aggressori – ndr) era totalmente inesatta”.
