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Donna malata di malaria all’ospedale di Belcolle

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Il pronto soccorso di Belcolle

Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Un caso di malaria all’ospedale Belcolle.

Si tratterebbe di una donna sulla settantina ricoverata al reparto malattie infettive.

La donna, italiana, sarebbe da poco tornata dall’Africa dove era in viaggio con il marito.

Ma al ritorno dall’Africa, la donna avrebbe cominciato ad accusare una febbre molto alta.

Ieri mattina è stata portata a Belcolle dove è stato subito effettuato un prelievo di sangue ed è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive diretto da Luciano Caterini.

La donna, per fortuna, non è in pericolo di vita, le condizioni sarebbero buone. La contrazione, con molta probabilità, è avvenuta perché non si sarebbe sottoposta a profilassi prima di partire. Ma tutti gli accertamenti dei medici sapranno dare una risposta più esatta.

In generale la malaria diventerebbe grave nel momento in cui colpisce il sistema nervoso. In ogni caso è una malattia importante che bisogna saper riconoscere. Prima si fa una diagnosi e prima si riesce a curare. L’importante è che non si aggravi.

La donna è stata quindi sottoposta a trattamento con i farmaci previsti del caso e nel giro di una settimana dovrebbe guarire.

Ogni anno nella Tuscia ci sono circa due o tre casi, ma sarebbero tutti di importazione, ovvero contratti all’estero da persone che si sono recate a fare viaggi in Paesi dove la malaria è endemica.

La contrazione avviene attraverso la puntura di una zanzara che trasmette il parassita. Non sipassa da uomo a uomo. I pazienti infetti da malaria, infatti, non vengono isolati.

Prima di partire i medici suggeriscono di consultare il servizio di igiene dell’ospedale di Belcolle dove il personale specializzato consiglia la profilassi più idonea che dipende anche dal Paese in cui ci si deve recare.

Esiste, infatti, una mappatura esatta che va consultata perché ci sarebbero zone, a certe quote, che sono ad endemia più elevata rispetto ad altre.

Elisa Cappelli

 


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