Roma – Il governo ha posto la fiducia sul decreto sicurezza bis anche al Senato. Lo ha comunicato all’aula il ministro per i Rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro.
Per questa sera è attesa la votazione. Verso mezzogiorno è iniziata la discussione delle questioni pregiudiziali sul decreto. L’aula ha respinto le questioni pregiudiziali con 217 contrari, 53 favorevoli e 2 astenuti. Queste questioni chiedevano di non discutere il testo ed erano state presentate da Pd e Leu.
Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno votato insieme alla maggioranza. Il Pd è partito all’attacco.
Repubblica riporta una nota del Partito democratico dove si legge: “Il voto sulle pregiudiziali al decreto Sicurezza bis certifica la nascita di una nuova maggioranza. Con Lega e 5s, contro la nostra pregiudiziale, hanno infatti votato i senatori di FdI e di FI. Il Pd è ormai l’unica opposizione al governo presente in Parlamento”.
Il testo era arrivato in aula con circa 1200 emendamenti che quindi non sono stati esaminati.
Forza Italia e Fdi, a fianco del governo per le questioni pregiudiziali, hanno dichiarato che non voteranno la fiducia. Secondo quanto riporta l’Ansa, i senatori di Forza Italia al momento del voto di fiducia sfileranno sotto la presidenza dicendo “non partecipo al voto”. Questa sarebbe la scelta concordata durante la riunione del gruppo a palazzo Madama e che non fa abbassare il quorum, a differenza di quanto sarebbe accaduto se FI avesse lasciato l’aula.
Confusione in aula nel momento in cui è stata ufficializzata la questione della fiducia. Applausi di scherno e grida “vergogna” si sono levati dai banchi del Pd. Dalla maggioranza, prima i senatori della Lega e poi quelli dei Cinque stelle hanno risposto a loro volta con applausi di scherno rivolti ai parlamentari del Pd.
La maggioranza richiesta per l’approvazione della fiducia è quella semplice, ossia la metà più di uno dei senatori che decideranno di votare. Il governo giallo-verde dovrebbe contare su 165 voti, ma potrebbero esserci 7 grillini “incerti” perché contrari al sequestro e alla confisca delle navi che salvano i migranti nel Mediterraneo.
Tra le reazione immediate alla richiesta di fiducia c’è quella dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso. “Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell’aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro provano nostalgia”, così Pietro Grasso evocando paragoni storici con Mussolini e il fascismo.
“La traversata del Mediterraneo su barche di fortuna non è un giro in moto d’acqua – ha aggiunto l’ex presidente del Senato -. Il fine non giustifica i mezzi. I metodi che state testando sono senza dubbio efficaci nel breve periodo, e magari faranno fare a voi il pieno dei voti, quando avrete il coraggio di chiederli, questi voti, invece di sventolare sondaggi, ma questi metodi non sono quelli di uno stato civile, di diritto. Questo decreto traduce in norme i tweet di Salvini. Avete fatto dei post Facebook una fonte del diritto”.
