Viterbo – Sembra un autonomo, uno di quei manifestanti che negli anni ’70 del secolo passato si scontrava con la polizia. Invece è un facchino del monumento in piazza della Repubblica a Viterbo.
Il monumento è dedicato ai facchini della macchina di Santa Rosa, fortemente voluto dal Sodalizio, quando Nello Celestini era presidente, e opera del maestro Alessio Paternesi. Per realizzarlo si impegnarono politici, istituzioni e diocesi. Anche la Regione Lazio di Piero Badaloni fece la sua parte con tanto di finanziamento.
Viterbo – Il monumento dedicato ai facchini di Santa Rosa
Il monumento ai facchini è diventato oggi un ricettacolo di plastica, cartacce e scritte col pennarello. Ieri pomeriggio uno dei facchini aveva in testa un casco. Come un autonomo. Mancava solo il volto coperto da un fazzoletto. Poi il quadretto era completo.
Viterbo – Il monumento dedicato ai facchini di Santa Rosa
Girando poi attorno al monumento si notano tutta una serie di scritte, gomme da masticare appiccicate alla scultura e bicchieri di carta buttati qua e là.
Viterbo – Il monumento dedicato ai facchini di Santa Rosa
“Ciao” e “Vaffanculo” sono i graffiti che subito saltano agli occhi. Infine un’altra scritta. Proprio sotto la “pancia” del monumento ai facchini. “Oggi doveva proprio piove. Dio…”. Con una data. Due luglio 2011.
Daniele Camilli
Fotogallery: Come è stato ridotto il monumento ai facchini di Santa Rosa


