Viterbo – Le penne sono cotte, il sugo all’arrabbiata saporito e l’accoglienza calorosa.
Sotto Gloria la festa è servita.
Nemmeno la pioggia ha fermato quello che ormai è diventato un appuntamento tradizionale e atteso. Le penne sotto la macchina offerte dal costruttore Vincenzo Fiorillo, a piazza San Sisto.
Uno scroscio attorno alle 20. Pochi minuti e poi i fornelli sono stati accesi.
Essendo sabato, quest’anno le dosi sono state abbondanti: “Ci sono cento chili di pasta rispetto ai soliti settanta – spiega Vincenzo Fiorillo – cento chili di sugo, seicento bignè alla crema della pasticceria Garibaldi, novanta litri di vino messo a disposizione da Red Rose Café e il gelato di Un sacco buono”.
A servire, le signore della Sagra del Cavatello di Vitorchiano, ai fornelli gli uomini del sodalizio. La squadra è collaudata.
Le penne per tutti come antipasto, ma la portata principale della serata è Gloria illuminata.
Prima prova luci. Alle 21 l’accensione. Stupore. Quest’anno c’era attesa per vedere le migliorie apportate. L’aureola e i nuovi punti luce.
“L’aureola – spiega l’ideatore Raffaele Ascenzi – è stata già un po’ modificata. Abbiamo applicato una gelatina per rendere l’illuminazione più calda, tendente al giallo”. Gloria si accende. Visione da applauso.
Adesso non resta che attendere per vedere anche i punti luce sulle allegorie, angeli, facchini. Non ancora posizionati.
In zona cucina, il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi. Addetti ai pacchi di pasta. Li aiuta pure il sindaco Giovanni Arena, prima di una foto di rito sotto Gloria. Sovrintendono alle operazioni, i Fiorillo.
Si vedono gli assessori Marco De Carolis e Antonella Sberna, quest’ultima col consorte, Daniele Sabatini. Quadretto familiar-politico.
Ancora qualche goccia d’acqua, ma si va avanti. Lo spirito è quello giusto. Siamo appena all’inizio.
Giuseppe Ferlicca




