Tarquinia – La chiesa di San Giacomo imbrattata dalle scritte.
Sorge isolata nella parte alta del centro storico di Tarquinia. Da lì si ammira uno dei panorami più belli. Da una parte la valle del fiume Marta e le colline della Tuscia. Dall’altra il mar Tirreno e il monte Argentario. La piccola chiesa di San Giacomo è una delle bellezze architettoniche del centro storico.
Ma incuria e degrado la fanno da padroni. Numerose scritte, fatte con le bombolette spray, imbrattano l’abside e le mura esterne. Mentre bottiglie di plastica e vetro riempiono il fondo dei butti. Questo nonostante una ringhiera che dovrebbe impedire l’accesso all’area, a strapiombo sulla valle del Marta.
La chiesa di San Giacomo risale al XII secolo ed è in stile romanico. Sconsacrata alla fine del XVIII secolo, è stata poi adibita a cappella del cimitero pubblico. Una piccola cupola a pianta ellittica di derivazione araba la caratterizza.
Spesso l’edificio viene usato per mostre e manifestazioni culturali. Gli atti vandalici sono ricorrenti. Più volte le varie amministrazioni comunali sono intervenute per far ripulire le pareti. Il problema però non è mai stato risolto definitivamente. Sebbene sia uno dei luoghi più suggestivi della città etrusca.
Daniele Aiello Belardinelli




