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“Lettera contro i vertici del sodalizio, possibili querele nei confronti dei firmatari”

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Viterbo - Sodalizio facchini di santa Rosa - Il presidente Massimo Mecarini

Viterbo – Sodalizio facchini di santa Rosa – Il presidente Massimo Mecarini

Viterbo - Sodalizio facchini di santa Rosa - Il vicepresidente Luigi Aspromonte

Viterbo – Sodalizio facchini di santa Rosa – Il vicepresidente Luigi Aspromonte

Viterbo – Quella lettera al vetriolo a mo’ d’invettiva sembra non averli scalfiti. “Restiamo concentrati sul trasporto del 3 settembre”, dicono Massimo Mecarini e Luigi Aspromonte. Il presidente e il vicepresidente del sodalizio dei facchini di santa Rosa, insieme al capofacchino Sandro Rossi, sono al centro di quella lettera, che porta la firma di tredici facchini. “Hanno voluto – è l’attacco dei firmatari – che molti facchini venissero declassati nel loro ruolo senza motivo e nel mancato rispetto dello statuto, e molti altri promossi, sempre nel mancato rispetto dello statuto”.

“Via le polemiche – afferma il presidente Mecarini -, c’è il trasporto della macchina da fare. Penso al 3 settembre, che è tra soli tre giorni. A proposito, la tempistica di questa lettera si commenta da sola…”. È infatti stata diffusa dai tredici la sera del 29 agosto, a cinque giorni dal trasporto. “Ma nonostante ciò – assicura Mecarini -, il gruppo dei facchini è sereno e tranquillo”.

Sulla stessa scia del presidente del sodalizio, c’è il suo vice: Luigi Aspromonte. “Ora il mio unico pensiero è il trasporto, al quale siamo tutti proiettati. Dobbiamo tenere il gruppo unito e far concentrare i ragazzi. Quelle della lettera sono solo chiacchiere da bar, che non mi toccano minimante. Dopo il 3 settembre, forse, daremo la nostra versione, anche se secondo me la città di Viterbo non è interessata a tutto ciò. Inoltre, stiamo vedendo se ci sono gli estremi per una querela nei confronti dei firmatari della lettera”. Nello scritto, tra le altre cose, si fa riferimento a fatti non verificabili e lesivi dell’immagini di terze persone. E a presunte minacce telefoniche. Poi i tredici annunciano: “Il 3 settembre non indosseremo la divisa da facchini”, perché “è venuto a mancare il vero sentimento nell’essere un corpo solo”.

“Non indosseranno la divisa – ribatte Aspromonte – per una loro scelta. Alcuni di loro hanno infatti deciso di non sostenere la prova di portata, e quindi è naturale che non indosseranno la divisa. Hanno chiesto un anno sabbatico, e di conseguenza per quest’anno non si potranno vestire. Il direttivo del sodalizio non ha cacciato né epurato nessuno”.

Nella lettera i tredici lamentano anche il fatto che “le votazioni della prova di portata appaiono distorte e imparziali, in quanto si ritengono influenzate dalla simpatia o dalla comunanza di pensieri”. Per il vicepresidente Aspromonte, invece, “è stato messo alle corde chi ha fatto male le prove di portata. È il capofacchino a giudicarle, e riuscire a fare i tre giri nell’ex chiesa della Pace non vuol dire avere il posto assicurato sotto la macchina. I tre giri, con 150 chili sulle spalle, vanno fatti anche con criterio e in un certo modo. Nessuna scelta – prosegue Aspromonte – è stata fatta sulla base di simpatie o antipatie personali. Ma sicuramente, a parità di prova, è stato messo in formazione chi, più di altri, negli ultimi anni si è impegnato e adoperato per il sodalizio. Per i sodalizio, e non per Aspromonte, Rossi e Mecarini. Questa si chiama meritocrazia”.

Raffaele Strocchia


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