Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Carissimi viterbesi. Siamo quasi a settembre e già molte famiglie sono alle prese con la scelta della società calcistica che accoglierà i propri figli la prossima stagione.
Si rincorrono gruppi whatsapp con genitori che discutono sulle qualità degli allenatori e sul prestigio dei campionati svolti, sulle affiliazioni e sullo stato degli impianti sportivi presenti sul territorio. In questo contesto, per la prima volta si era affacciata sul panorama viterbese una società nuova, la Favl Viterbo con all’interno persone di comprovata esperienza nel settore calcistico e sportivo, che aveva risposto alla richiesta di una manifestazione di interesse da parte del Cus di Viterbo per conto dell’università della Tuscia che da anni fa gestire la struttura del Riello allo stessa società sportiva.
Il progetto era ambizioso e si proponeva di far diventare il Cus un importante polo attrattivo di attività sportive di vario genere, dal calcio maschile e femminile, al tennis e paddle per arrivare alla pallavolo e alla pallacanestro. Tante le migliorie proposte relativamente alle strutture, ai campi e alle tribune per gli ospiti, tante le iniziative in calendario tra cui tornei prestigiosi, gemellaggi e partenariati con università estere per la realizzazione di campus estivi , la creazione di una squadra universitaria rappresentativa dell’ateneo. Insomma, un’apertura, una finestra sul mondo, una organizzazione e un progetto che volevano essere promotori di un innalzamento del livello generale della cultura sportiva giovanile locale, spesso legata a bagarre territoriali e a progetti estemporanei. L’impegno finanziario messo in campo era ingente, di molto superiore alla base minima prevista dalla richiesta.
Allora perché lasciare tutto come se niente fosse, perché non valorizzare chi ha voglia di far crescere sportivamente la nostra città e tutti noi sappiamo quanto lo sport sia importante anche per allontanare i ragazzi da situazioni a rischio e di disagio. Un centro così articolato e aperto ad esperienze e realtà sportive diverse sarebbe diventato un importante luogo di aggregazione e di crescita per i giovani e giovanissimi della nostra provincia.
Meglio lasciare tutto com’era perché comunque come cita la richiesta di manifestazione di interesse: “Il presente atto non vale quale offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ., con la conseguenza che il Cus Viterbo si riserva diritto di non procedere alla sottoscrizione della convenzione, senza alcun obbligo di motivazione della propria scelta”. A voi le riflessioni dovute e a tutti buona ripresa delle attività.
Francesco Maria Torroni
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